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Concetti Chiave

  • Machiavelli è considerato il fondatore della politica scientifica, basando la sua analisi su osservazioni dirette e fatti documentati, piuttosto che su ipotesi.
  • Il suo approccio alla governance implica che chi governa deve spesso allontanarsi dalla morale tradizionale per prendere decisioni efficaci per il bene della società.
  • Nel suo trattato "Il Principe", Machiavelli analizza due forme di governo: la repubblica e il principato, con particolare attenzione alle dinamiche di potere e alle truppe necessarie per mantenere il controllo.
  • Il suo stile di scrittura è sobrio e diretto, evitando complessità per rendere i suoi concetti facilmente comprensibili e incisivi.
  • La pubblicazione de "Il Principe" nel 1513 suscitò una forte reazione negativa dalla Chiesa, contribuendo a creare l'immagine controversa di Machiavelli come pensatore "machiavellico".

Machiavelli e la politica scientifica

Fondatore della politica scientifica; dice che chi è troppo docile per governare non sarà rispettato; la massa è un branco di pecore.

Analisi della realtà e morale

Machiavelli elabora un sistema di analisi della realtà estremamente razionale, e riesce a vedere nella realtà i vari cambiamenti, le trasformazioni che in epoca in epoca sono avvenute. Machiavelli inaugura il metodo della scienza moderna che consiste nel basarsi sull’osservazione diretta della realtà. Lui è un osservatore: studia, guarda, analizza i fatti. Ma non si basa sulle ipotesi/supposizioni, tutto ciò che lui dice è la conseguenza di fatti realmente accaduti o realmente documentati da chi ha visto/partecipato (testimoni).

Attorno al suo nome, sono nate delle definizioni/modi di dire spregevoli/negative (es. “machiavellico”: qualcuno di diabolico, ragiona con meccanismi tali da vincere alle spalle degli altri con degli stratagemmi.

Questo perché, all’interno della sua opera, effettuò un’analisi fredda della realtà, scopre qualcosa che riguarda la società (sociologo): l’atteggiamento degli uomini quando sono soli e quando sono nella massa, e si rende conto che talvolta la massa agisce stupidamente, per cui, per poterla gestire bene bisogna anche mentire, utilizzare le maniere forti. Dire questo pubblicamente all’interno di un’opera e utilizzarlo come metodo per governare, ha indotto a pensare che lui incitasse alla violenza o fosse privo di morale; lui dice che quando si governa non si deve avere la morale, perché ti fa dire se una cosa è bene e l’altra è male secondo certi principi quindi, chi comanda non deve avere quei principi se no sbaglierà sempre. Si deve pensare per il bene della società e bisogna eliminare chi non lo fa. Per il bene di tutti si può fare ciò che per la morale è considerato spregevole/negativo. (la morale non porta alla pace, anzi, porta i sensi di colpa, reticenti nel prendere decisioni) Malvagio quando serve. In un’altra opera dice anche che l’uomo deve far credere di essere buono e invece fare qualcosa contro la morale. Fingere, con il fine di fare del bene.

Qual è il contesto politico de Il Principe?

Scrive un trattato politico “De Principatibus” (Il Principe) perché è un uomo attivo politicamente, ha sempre lavorato per l’amministrazione di Firenze (conosce bene i documenti, e la situazione politica di altre città vicino Firenze; era un ambasciatore (portava i messaggi, scriveva lettere per ottenere accordi) conosce uomini, territorio e storia per cui si lascia trascinare dalla voglia di riportare i libri nel centro Italia, in toscana. La tensione era troppo forte, causava guerre e il far sapere agli altri di essere deboli, induce agli altri di sentirsi autorizzati di venire da noi. Lui ha il terrore che giungano dall’Europa, approfittando della crisi delle città italiane. La sua opera è scritta in un contesto politico particolare, sa i rischi che corre e cerca una soluzione, sa fiorentino; vuole difendere diritti e principi. Proviene da una grande città, non poteva farsi sottomettere. Il suo trattato è scritto per qualcuno che riesce, attraverso i suoi suggerimenti, a portare la pace. (durante il governo dei medici, molti intellettuali preparati, spedivano le lettere ai Medici riguardo le decisioni da prendere. Un modo di far sapere a chi governava che poteva agire diversamente)

Fa un’analisi perfetta della realtà, non nasconde la verità: bisogna essere GIUSTI (cattivi con qualcuno), agire per il bene di tutti.

Stile e struttura del trattato

Era carico di passione in ciò che faceva. Il suo stile è sobrio, semplice, chiaro, sintetico, brusco perché rende le frasi minimaliste ma cariche di significato. Al contrario dei filosofi non gira intorno a ciò che vuole dire, non ha tratti enigmatici; vuole che gli altri capiscano ciò che vuole dire, in modo diretto.

Il trattato è diviso in 26 capitoli (divisi in tre parti)

Forme di governo e truppe

Esistono due forme di governo: repubblica e principato. Per repubblica si intende quella romana che inizia nel 509 finisce con Giulio Cesare (2 consoli con carica di 6 mesi, non potevano essere eletti per più di due volte e avevano affianco il senato); nei principati c’è una sola persona che comanda e il potere è tutto nelle sue mani. Per cui, ci sono 2 modi per governare, o da soli o con l’aiuto di qualcuno. Aggiunge che ci sono due tipi di principato: ereditario; nuovo, perché sei il primo ad essere principe, quindi con la forza.

E una volta che c’è il principato nuovo, può essere nuovo di zecca (qualcuno prende il potere in quel momento) o nuovo perché è stato ampliato rispetto a quello che è stato ereditato.

Quando hai il principato nuovo, lo puoi avere o perché hai soldati buoni o hai truppe mercenarie, o hai truppe prestate d’altri, o per circostanze fortuite oppure perché sei molto bravo. (es: Carlo V era fortunato) (virtù: qualcuno molto bravo con grandi capacità, non è avventato effettua le scelte giuste e riesce a conquistare.)

Lo pubblica nel 1513. La reazione della chiesa è assurda. È il fondatore delle scienze politiche. Per lui la politica sembra una scienza.

La parte dedicate alle truppe dice che se hai un esercito di mercenari puoi vincere, perché sono uomini addestrati a uccidere, però sono i peggiori perché vanno con chi li paga di più. Per questo dice che è meglio avere un contadino, che anche se combatte con armi misere, vuole difendere la sua famiglia e la sua casa.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contributo di Machiavelli alla politica scientifica?
  2. Machiavelli è considerato il fondatore della politica scientifica, sostenendo che chi è troppo docile per governare non sarà rispettato e descrivendo la massa come un "branco di pecore".

  3. Come Machiavelli analizza la realtà e la morale nel suo pensiero?
  4. Machiavelli sviluppa un sistema di analisi razionale basato sull'osservazione diretta della realtà, affermando che la morale non deve influenzare le decisioni politiche, poiché ciò può portare a errori nel governo.

  5. Qual è il contesto politico in cui Machiavelli scrive "Il Principe"?
  6. "Il Principe" è scritto in un contesto di tensione politica e guerre in Italia, con l'intento di fornire soluzioni per mantenere la pace e difendere i diritti della città di Firenze.

  7. Qual è lo stile e la struttura del trattato di Machiavelli?
  8. Il trattato è caratterizzato da uno stile sobrio, chiaro e sintetico, diviso in 26 capitoli, in cui Machiavelli comunica in modo diretto e senza fronzoli, rendendo le sue idee facilmente comprensibili.

  9. Quali sono le forme di governo descritte da Machiavelli e il loro impatto sulle truppe?
  10. Machiavelli distingue tra repubblica e principato, evidenziando che un principato può essere ereditario o nuovo. Sottolinea l'importanza di avere truppe fedeli, preferendo i contadini ai mercenari, poiché questi ultimi sono motivati solo dal denaro.

Domande e risposte

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