Concetti Chiave
- Il volgare italiano, insieme ad altre lingue come francese e spagnolo, deriva dal latino e si sviluppa a seguito della fusione con dialetti locali dopo la caduta dell'impero romano.
- Dante Alighieri è il primo a proporre una lingua unitaria in Italia, suggerendo di unire i migliori elementi dei 14 dialetti esistenti per creare una lingua che sia illustre, cardinale, aulica e curiale.
- Il toscano emerge come lingua predominante grazie a Dante, Petrarca e Boccaccio, e nel '500 Pietro Bembo lo identifica come lingua ideale per poesia e prosa, influenzando i letterati per secoli.
- Nel '800, Alessandro Manzoni affronta nuovamente la questione linguistica, proponendo una lingua unitaria dopo l'unità d'Italia e utilizzando il toscano parlato per rendere i suoi scritti più accessibili.
- La questione della lingua in Italia è strettamente legata alla storia e alla cultura, con autori che hanno cercato di definire una lingua comune attraverso l'analisi e la valorizzazione dei dialetti locali.
Quali sono le origini delle lingue romanze?
Il volgare italiano deriva dal latino insieme ad altre ilngue che sono il francese, lo spagnolo, il rumeno (dacio). Vengono chiamate lingue romanze o neolatine. Il latino era la lingua parlata nel vasto impero romano ma quando i barbari attaccano l'impero romano e quest'ultimo si disgrega, la lingua latina si fonde con gli elementi dialettali locali e nascono le lingua nazionali.
Dante e la lingua unitaria
In Italia il primo autore che si pone il problema di una lingua unitaria è Dante Alighieri che scrive il "De Vulgari Eloquentia". In quest'opera Dante affferma che in Italia esistono 14 dialetti: 7 a sinistra dell'Appennino e altri 7 a destra dell'Appennino. Per creare una lingua unitaria bisogna prendere il fior-fior delle parlate locali e la lingua unitaria dovrà essere:
ILLUSTRE: nel senso che questa lingua deve brillare nelle opere di chi la utilizza.
CARDINALE: nel senso che deve fungee da cardine (come quello della porta intorno al quale ruotano tutti i dialetti locali)
AULICA(REGGIA): se ci fosse una reggia, quella lingua dovrebbe essere utilizzata nella reggia.
CURIALE(SENATO): se in Italia ci fosse un senato quella lingua dovrà essere utiilzzata nel senato.
Il toscano e l'influenza di Bembo
Intanto in Italia si afferma il toscano perchè è la lingua utiilzzata da Dante, Petrarca e Boccaccio tutti e 3 Toscani.
Nel '500 si ripropone il problema della lingua e il trattista Pietro Bembo scrive "Prose della volgar lingua" e propone come lingua unitaria per la poesia la lingua di Petrarca, e per la prosa la lingua di Boccaccio. Quindi per molti secoli i letterati utilizzarono il toscano secondo l'insegnamento di Bembo.
Manzoni e la questione linguistica
Nel '800 Manzoni riapre il problema della lingua anche perchè dopo l'unità d'Italia c'è bisogno di una lingua unitaria e anche il Manzoni scrive un trattato sulla lingua il cui titolo è "Dell'unità della lingua e dei mezzi di diffonderla". Il problema linguistico verrà affrontato anche alla stesure del romanzo. Inizialmente Manzoni utilizzerà il toscano scritto ma poichè il toscano scritto risultava antiquato alle orecchie dei lettori, decise di utilizzare il toscano parlato dalle classi colti.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine delle lingue romanze e come si sono sviluppate?
- Qual è il contributo di Dante Alighieri alla questione della lingua unitaria in Italia?
- Come ha influenzato Pietro Bembo la scelta della lingua toscana nel '500?
Le lingue romanze, tra cui l'italiano, derivano dal latino e si sono sviluppate attraverso la fusione con elementi dialettali locali dopo la disgregazione dell'impero romano, dando vita a lingue nazionali.
Dante Alighieri, nel "De Vulgari Eloquentia", è il primo a porsi il problema di una lingua unitaria, proponendo di selezionare il meglio dei 14 dialetti italiani per creare una lingua illustre, cardinale, aulica e curiale.
Pietro Bembo, nel suo "Prose della volgar lingua", ha proposto di adottare il toscano di Petrarca per la poesia e quello di Boccaccio per la prosa, stabilendo così il toscano come lingua predominante tra i letterati per secoli.