Concetti Chiave
- L'umanesimo rappresenta la cultura civile del Rinascimento, con una forte connessione tra i due concetti.
- La distinzione tra "humanae litterae" e "divinae litterae" segna un cambiamento rispetto alla visione medievale, dove ogni scrittura era religiosa.
- Firenze è considerata la culla dell'umanesimo, ma il fenomeno si estende a tutta l'Europa.
- Il Quattrocento è caratterizzato da un atteggiamento razionalistico e scientifico, con la filologia che emerge come nuova disciplina.
- I centri culturali del periodo comprendono corti signorili, accademie e biblioteche, con la stampa che rivoluziona la comunicazione e la lettura.
Concetti di Umanesimo e Rinascimento
L'umanesimo è la cultura della civiltà rinascimentale. Tra i concetti di Umanesimo e di Rinascimento esiste dunque una stretta vicinanza e per molti versi una sovrapposizione.
Distinzione tra humanae e divinae litterae
La parola Umanesimo implica la coscienza di differenza tra humanae litterae e divinae litterae, cioè fra la scrittura dedicata al mondo umano-naturale e la scrittura consacrata a quello divino. Tale distinzione mancava nel medioevo, in cui ogni tipo di scrittura veniva considerato sotto la prospettiva religiosa. Con la parola Rinascenza, usata per significare, insieme la rinascita degli studi classici e l'inizio di un'epoca nuova dopo i "secoli bui" del medioevo, si intendeva marcare una distanza rispetto all' "età di mezzo" e l'esigenza di ricollegarsi all'insegnamento dei classici greci e latini.
L'Italia come culla dell'Umanesimo
La culla dell'umanesimo e del Rinascimento è l'Italia, e in Italia sopratutto Firenze. Tuttavia l'Umanesimo è tendenzialmente un fenomeno sovranazionale, europeo.
Età dell'Umanesimo e del Rinascimento
L'età dell' Umanesimo e del Rinascimento va dalla fine del trecento alla metà del Cinquecento.
In Italia si possono distinguere due momenti:
1) dalla fine del trecento alla morte di Lorenzo De Medici (1492);
2) dalla more di Lorenzo De Medici al concilio di Trento (1545).
Razionalismo e filologia nel Quattrocento
Un atteggiamento razionalistico e scientifico permea l cultura e le arti nel Quattrocento. Il razionalismo caratterizza innanzitutto lo studio dei classici, assumendo la forma di un nuova disciplina, la filologia.
Concezione umanistico-rinascimentale dell'uomo
Nella concezione umanistico-rinascimentale l'uomo "è come un dio terreno": è un microcosmo che riflette in se l'armonia del macrocosmo. Vengono rivalutati i valori laici e terreni, l'atteggiamento speculativo diventa più libero e spregiudicato. La diffusione del pitagorismo e la scoperta dell'ermetismo greco contribuiscono ad alimentare un interesse per la realtà fisica in cui esigenze scientifiche e tendenze mistiche e irrazionali sono strettamente connesse. Non a caso la magia e l'alchimia si diffondono rapidamente negli strati più elevati della società.
Ruolo dell'intellettuale e mecenatismo
L'intellettuale diventa un cortigiano che dipende dal mecenatismo signorile. Tuttavia accanto all'Umanesimo cortigiano sopravvive sino al terzo-quarto decennio del quattrocento un Umanesimo repubblicano e Civile, in cui continua a prevalere la figura dell'intellettuale-legista, cioè notaio e politico.
Centri di produzione culturale
I centri di produzione e organizzazione della cultura sono innanzitutto le corti signorili, i cenacoli, le accademie, le biblioteche, le università e, a partire dall'invenzione della stampa (1455) trasforma radicalmente il sistema delle comunicazioni, il modo di leggere e di rapportarsi al libro.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra humanae litterae e divinae litterae nell'Umanesimo?
- Qual è il periodo storico dell'Umanesimo e del Rinascimento in Italia?
- Qual è il ruolo dell'intellettuale nell'Umanesimo?
- Come ha influenzato l'invenzione della stampa la cultura durante il Rinascimento?
L'Umanesimo distingue tra scritture dedicate al mondo umano-naturale (humanae litterae) e quelle consacrate a quello divino (divinae litterae), una distinzione assente nel medioevo, dove ogni scrittura era vista attraverso una lente religiosa.
L'età dell'Umanesimo e del Rinascimento va dalla fine del Trecento alla metà del Cinquecento, suddividendosi in due momenti: fino alla morte di Lorenzo De Medici (1492) e dal suo decesso al Concilio di Trento (1545).
L'intellettuale diventa un cortigiano legato al mecenatismo signorile, ma coesiste anche un Umanesimo repubblicano e civile, dove prevale la figura dell'intellettuale-legista, come notaio e politico.
L'invenzione della stampa nel 1455 ha trasformato radicalmente il sistema delle comunicazioni, il modo di leggere e il rapporto con il libro, rendendo i centri di produzione culturale come corti, accademie e biblioteche ancora più influenti.