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La visione umanistico-rinascimentale del mondo e dell’uomo

L’Umanesimo e le sue evoluzioni in età rinascimentale elaborano una visione dell’uomo e del mondo del tutto rivoluzionaria. Naturalmente le sue origini vanno ricercate in un lento percorso che si genera in seno alla civiltà tardomedioevale, tuttavia è nel Quattrocento e nel Cinquecento che la novità trionfa con una visione che rivaluta l’uomo e riconosce dignità e valore alle sue azioni terrene. Questo non comporta di per sé una prospettiva antireligiosa, ma contribuisce a garantire all’uomo una maggiore autonomia di scelta e di pensiero, una maggiore libertà nell’impiego delle potenzialità della sua mente, delle sue mani e del suo cuore. Le novità che ne derivano inducono una serie di trasformazioni che finiscono per porre interrogativi inediti all’uomo umanistico: egli si trova a fare i conti con una realtà che si rivela più complessa di quanto si potesse sospettare.

L’origine e le conseguenze di questa nuova prospettiva

Il grande processo di rivalutazione dell’umano è un prodotto più o meno diretto della riscoperta dell’enorme patrimonio culturale della classicità greca e latina: esso si presenta, all’uomo medioevale, come il prodotto di menti non illuminate dalla rivelazione cristiana e dunque come il frutto del solo genio umano. L’eccellenza di questo patrimonio pare rivelare all’uomo, dopo secoli, le sue stesse potenzialità e lo induce a sperimentarsi in tutti i campi dello scibile. Fioriscono perciò le discipline della parola, dalla filologia alla poesia e alla retorica, le scienze della natura e l’astronomia, la matematica e le tecnologie che ne derivano, le arti e la filosofia. Le grandi possibilità dell’uomo paiono averlo ricollocato al centro dell’universo.

Le circostanze storico-culturali

Come dopo un’esaltante adolescenza, l’uomo umanistico-rinascimentale si scontra, però, con le conseguenze della propria libertà. Le scoperte astronomiche e quelle di nuove terre e popoli al di là dell’oceano, le rivendicazioni legittime di una coscienza che finisce per spaccare il mondo cristiano, lo scontro con la civiltà islamica ottomana, i massacri dovuti alle novità dell’arte della guerra, sembrano porre l’uomo di fronte a una dura realtà, che chiede di essere affrontata. Fra contraccolpi critici e perplessità crescenti, l’uomo del Rinascimento è chiamato a riconoscere che ad una grande libertà deve corrispondere un proporzionato senso di responsabilità. I frutti variegati e originali del Rinascimento maturo, nel campo delle arti, delle lettere e della civiltà, sono parziali risposte che l’uomo prova a dare a queste sollecitazioni.
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