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Concetti Chiave

  • Italo Calvino, nato nel 1923 a Cuba, cresce a Sanremo, dove sviluppa un forte legame con la città e la sua cultura cosmopolita.
  • La sua esperienza partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale influisce profondamente sulla sua scrittura e sulla sua visione politica.
  • Calvino inizia la sua carriera letteraria con "Il sentiero dei nidi di ragno", prima di evolversi verso uno stile fiabesco negli anni '50 con opere come "Il barone rampante".
  • Negli anni '60, sperimenta con la letteratura combinatoria, cercando di creare opere che offrano un'immagine cosmica, come in "Le Cosmicomiche".
  • Le opere di Calvino degli anni '70 e '80, come "Se una notte d'inverno un viaggiatore", mostrano la sua continua ricerca di nuove forme narrative e temi complessi.

In questo appunto di italiano presenteremo la figura di Italo Calvino, autore di importanti opere come “Il sentiero dei nidi di ragno”, “Il barone rampante”, “Il cavaliere inesistente”, “Marcovaldo” e tanti altri romanzi che hanno lasciato un segno originale e indelebile nella letteratura contemporanea.
vita e opere di Italo Calvino

Italo Calvino: biografia di un intellettuale impegnato

Italo Calvino nasce nel 1923 a Santiago de Las Vegas nell'isola di Cuba, dove il padre dirige una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola agraria. Di quei luoghi l’autore non ricorda nulla, anche perché appena due anni dopo la sua nascita i genitori decidono di tornare in Italia, a Sanremo. "A quel tempo" dice l’autore, "Sanremo era ancora una cittadina popolata di vecchi inglesi, di granduchi russi, gente eccentrica e cosmopolita che dava un'impronta particolare al luogo". Italo Calvino ama questa città, dove, in un ambiente familiare sereno e agiato, trascorre l'infanzia, l'adolescenza e la prima giovinezza: a pieno titolo, perciò, affermerà di considerarla la sua vera città d’origine. Nel 1944 si unisce ai partigiani della brigata Garibaldi che operano nella zona delle Alpi Marittime: questo periodo vissuto con entusiasmo e convinzione, incide profondamente sulla sua formazione. Diviene attivista del PCI e conseguita la laurea in Lettere all'università di Torino, trovandosi a vendere libri a rate, Italo Calvino viene in contatto con la casa editrice Einaudi, della quale ben presto diviene uno dei maggiori responsabili per quanto riguarda le scelte editoriali. Conosce l’autore e intellettuale Cesare Pavese e, su consiglio dello scrittore, inizia a scrivere il romanzo "Il sentiero dei nidi di ragno" (1947), ispirato alla sua esperienza partigiana. Nella vicenda narrata, dice l’autore, "nessuno è eroe, nessuno ha coscienza di classe", solo i fatti parlano, visti attraverso gli occhi attenti e ingenui di Pin, un ragazzino genovese. Nonostante ciò vive con molto travaglio la crisi del comunismo internazionale italiano, nel 1957 si dimette dal partito di cui dirà: “quelle vicende mi hanno estraniato dalla politica, nel senso che la politica ha occupato dentro di me uno spazio molto più piccolo di prima. Non l’ho più ritenuta, da allora, un’attività totalizzante e ne ho diffidato. Penso che oggi la politica registri con molto ritardo cose che, per altri canali, la società manifesta, e penso che spesso la politica compia operazioni abusive e mistificanti”. Negli anni cinquanta ottiene anche un successo internazionale e si sposta continuamente tra Europa e USA. Nel 1964 sposa Esther Singer, una traduttrice argentina e ha una figlia, Giovanna. Insieme si stabiliscono a Roma. Vive per un periodo a Parigi, tra il 1967 e il 1980, dove stringe amicizia con gli scrittori Georges Perec e Raymond Queneau. Torna poi in Italia dove si trasferisce in una tenuta nelle campagne toscane. Nel 1985 muore improvvisamente colto da un ictus.
Per ulteriori approfondimenti su Italo Calvino vedi qui
Italo Calvino: Vita, Opere e Influenze Letterarie articolo

Italo Calvino: opere più famose tra neorealismo e fiaba

Come abbiamo accennato, l’esordio di Calvino avviene con “Il sentiero dei nidi di ragno”, opera neorealista che mira a riportare il vissuto e le esperienze dell’autore nella letteratura. Scelta da cui ben presto si allontanerà tanto che arriverà ad affermare: “Le pagine scritte sono lì nella loro sfacciata sicurezza che so bene ingannevole, le pagine scritte già in polemica con una memoria che era ancora un fatto presente, massiccio, che pareva stabile, dato una volta per tutte, l’esperienza, - e non mi servono, avrei bisogno di tutto il resto, proprio quello che lì non c’è. Un libro scritto non mi consolerà mai di ciò che ho distrutto scrivendolo: quell’esperienza che custodita per gli anni della vita mi sarebbe forse servita a scrivere l’ultimo libro, e non mi è bastata a scrivere il primo”. Gli anni cinquanta sono invece di profonda meditazione e l’opera di Calvino compie una svolta fiabesca. A questo periodo appartiene la trilogia de “Il visconte dimezzato” (1952), "Il barone rampante" (1957) e "Il cavaliere inesistente" (1959). Secondo Calvino il racconto fiabesco rappresenta la soluzione migliore per mantenere una comunicazione popolare e per esprimere complessità mediante la semplicità. Lo stesso autore descriverà così la sua opera, in una edizione scolastica de “Il barone rampante”: “Quello che possiamo indicare come dato sicuro è un gusto dell’autore per gli atteggiamenti morali, per l’autocostruzione volontaristica, per la prova umana, per lo stile di vita. E tutto questo tenendosi in bilico su sostegni fragili come rami circondati dal vuoto”.
Per ulteriori approfondimenti sulla fiaba in Calvino vedi qui

Italo Calvino: letteratura combinatoria

Gli anni sessanta vedono Calvino impegnato in una riflessione critica che lo porterà a sperimentare sulla letteratura. In un saggio del 1962 scrive: “Oggi cominciamo a richiedere dalla letteratura qualcosa di più di una conoscenza dell’epoca o d’una mimesi degli aspetti esterni degli oggetti o di quelli interni dell’animo umano. Vogliamo dalla letteratura un’immagine cosmica cioè al livello dei piani di conoscenza che lo sviluppo storico ha messo in gioco”. Questo desiderio, influenzato anche dalla lettura di Borges, si esprimerà in alcune delle sue opere di questi anni, come “Le Cosmicomiche” (1965) e “Le città invisibili” (1972). Fra gli altri libri ricordiamo “Palomar” (1938), “L’Orlando furioso raccontato da Italo Calvino” (1970), “Se una notte d’inverno un viaggiatore” (1979) e i saggi raccolti in “Collezione di sabbia” (1984).
Per ulteriori approfondimenti sullo stile di Calvino vedi qui
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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza di "Il sentiero dei nidi di ragno" nella carriera di Italo Calvino?
  2. "Il sentiero dei nidi di ragno" segna l'esordio di Calvino e riflette le sue esperienze partigiane, presentando una visione neorealista in cui "nessuno è eroe" e i fatti parlano attraverso gli occhi di un ragazzino genovese (testo).

  3. Come ha influenzato la politica la vita e l'opera di Calvino?
  4. Calvino si è allontanato dalla politica dopo la crisi del comunismo internazionale italiano, affermando che la politica ha occupato uno spazio "molto più piccolo" nella sua vita e ha iniziato a diffidare delle sue operazioni (testo).

  5. Quali sono le caratteristiche della trilogia fiabesca di Calvino?
  6. La trilogia composta da "Il visconte dimezzato", "Il barone rampante" e "Il cavaliere inesistente" rappresenta una svolta fiabesca nella sua opera, dove il racconto fiabesco diventa un mezzo per esprimere complessità attraverso la semplicità (testo).

  7. In che modo Calvino ha innovato la letteratura negli anni sessanta?
  8. Negli anni sessanta, Calvino ha sperimentato con la letteratura, cercando un'immagine cosmica e una conoscenza più profonda, come evidenziato nelle sue opere "Le Cosmicomiche" e "Le città invisibili" (testo).

  9. Qual è il legame tra Calvino e la casa editrice Einaudi?
  10. Calvino, dopo aver conseguito la laurea in Lettere, entra in contatto con Einaudi, diventando uno dei maggiori responsabili delle scelte editoriali, il che segna un'importante fase della sua carriera (testo).

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