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La tolleranza religiosa


Attualmente esistono tre grandi religioni monoteiste: il Cristianesimo, l’ Ebraismo e l’Islam. I punti in comune sono diversi. Innanzitutto, tutte e tre sono nate nel Medio Oriente, anche se in epoche diverse. Esse adorano lo stesso Dio che chiamano però con nomi diversi: Jahvé per gli Ebrei e Allah per l’Islam. Ogni religione ha i suoi libri sacri: il Corano per l’Islam, il Vecchio e il Nuovo Testamento per il Cristianesimo e la Bibbia per gli Ebrei. I profeti venerati dagli Ebrei e dai Cristiani sono riconosciuti anche dai Musulmani. Nonostante questi punti in comune, nel corso dei secoli ci sono stati dei conflitti religiosi che spesso hanno provocato spargimento di sangue o violenze di vario tipo, a volte perfino in nome di Dio. Basti pensare alle guerre di religione fra cattolici e protestanti che hanno devastata la Francia del XVI secolo, le Crociate dei Cristiani contro l’Islam per la difesa del Santo Sepolcro che portò al massacrato di soldati cristiani, civili islamici ed ebrei. Tuttavia, non è necessario risalire molto indietro nella storia per trovare esempi di intolleranza religiosa. Nella storia moderna ed attuale l’intolleranza si è concretizzata con i massacri nei confronti delle comunità ebraiche (= i pogrom) avvenuti a cavallo fra il XIX e il XX secolo soprattutto in Russia quando nel 1905 furono distrutti quasi 600 villaggi abitati dagli Ebrei
con le violenze in Sudan contro la minoranza cristiana alla quali i Musulmani hanno voluto estendere la legge islamica o Shari’ah che hanno provocato quasi 2 milioni di vittima con la guerra e gli atti terroristici organizzati dall’ ISIS e del fondamentalismo islamico nei confronti della civiltà occidentale e dei Cristiani in modo particolare ed anche nei confronti dei Musulmani moderati con il conflitto che dura da anni fra Palestinesi ed Ebrei che affonda le radici in diversità razziali, religiose e politiche.

Il dialogo fra le religioni è necessario e già nella seconda metà del XX secolo sono stati fatti diversi tentativi fra le tre religioni dominanti per arrivare ad un ravvicinamento e ad unsa identità di vedute ad opera, soprattutto del Papa Benedetto XVI e Papa Francesco. E’ importante ricordare che l’art. 8 della Costituzione italiana afferma che tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge e che esse hanno il diritto ad organizzarsi secondo i propri statuti, purché non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

In alcuni stati dell’Unione Europea, il dibattito religioso sulla convivenza di religioni diverse ha preso una svolta politica; è il caso della Francia in cui, per motivi di sicurezza, è stato vietato alle donne musulmane di portare il velo integrale in pubblico o alle ragazze di mettere le chador a scuola. In alcune realtà locali è avvenuta la stessa cosa anche in Italia dove è stata proibito la costruzione di Moschee che non fossero regolamentate dallo Stato italiano.
Comunque la tolleranza religiosa, necessaria per una vera convivenza civile, deve coinvolgere tutte le parti e non deve essere a senso unico perché ogni popolo ha diritto a mantenere la propria cultura e le proprie tradizioni, nel rispetto dell’altro e delle leggi in vigore.
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