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Saba: Ulisse


Testo


Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d'onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d'alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l'alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno.
Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore
.

Parafrasi


Da giovane ho navigato lungo le coste della Dalmazia. Emergevano degli isolotti dove raramente un uccello sostava per cercare una preda sugli scogli scivolosi perché coperti di alghe, ma al sole belli come fossero smeraldi. Quando l’alta marea e la notte li toglieva dalla vista e li sommergeva, le vele si piegavano dalla parte opposta a quella da cui proveniva il vento, per sfuggire alle insidie che essi nascondevano. Oggi, il mio regno sono quegli isolotti in cui nessuno ha il coraggio di avventurarsi. Il porto, con il suo faro, è per altri; il mio spirito ancora ribelle e il doloroso amore che provo verso la vita continuano a spingermi verso il largo
Commento e analisi
Dal punto di vista metrico si tratta di un componimento composto da 13 endecasillabi sciolti, raggruppati in un’unica strofa, senza rime. Si notano alcuni enjambements: raro/un uccello, al sole/belli, l’alta/marea, vele/sottovento, il porto/accende, al largo/sospinge a cui si aggiungono delle allitterazioni come nel verso 5 “coperti d'alghe, scivolosi, al sole”, in cui si insiste sul suono della “s” e della “l” ripresa dal successivo “smeraldi”. Il componimento prende lo spunto da una nota autobiografica perché effettivamente Saba, nella sua gioventù si è imbarcato come mozzo su navi che navigavano lungo le coste dalmate. La poesia ha tuttavia un significato molto più profondo, arricchito da metafore. Pare che egli avesse intenzione di collocarlo al termine del Canzoniere, forma di testamento spirituale per mettere in evidenza il significato che voleva dare alla propria vita. Egli si sente molto simile ad Ulisse con la sua sete di sapere ed ancora oggi, dopo tanti anni, egli preferisce rifuggire dalla vita tranquilla e lontana da rischi (= il porto), per allontanarsi in mare aperto alla ricerca come l’eroe greco di nuove conoscenze e di nuove avventure. Degno di una riflessione è la descrizione realistica della costa dalmata che assume un significato metaforico. Gli isolotti, simili a smeraldi sotto la luce del sole, ma pericolosi per le imbarcazioni rappresentano la vita dell’uomo irta di difficoltà, di dolore e di insidie. Nella vita, però esistono anche elementi positivi come il sole o il colore smeraldo. In essa esistono anche dei punti di riferimento sicuri come il porto, ma il poeta preferisce sospingersi verso il largo ed esplorare non tanto ciò che esiste fuori dell’uomo, quanto piuttosto ciò che è dentro.
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