Ominide 4553 punti

Umberto Saba: poetica e linguaggio


Accostandosi agli ermetici, Saba fa ricorso al lessico quotidiano, un linguaggio semplice e quasi colloquiale. Nel testo “amai” egli scrive: “amai trite parole che non uno osava”. Mi incantò la rima sole amore, la più antica e difficile del mondo”; l’espressione allude all’uso che il poeta fa di termini tanto semplici quanto poco usati dagli altri autori.
Saba propone uno stile semplice sia per quanto riguarda le forme, cioè l’uso di termini quotidiani e quasi colloquiali; sia per quanto riguarda i contenuti: paesini dimessi e personaggi umili.
La tendenza alla semplicità sembra accostare Saba ai crepuscolari; tra queste due poetiche vi è però una differenza sostanziale poiché, mentre i crepuscolari ritraevano la semplicità e l’umiltà in modo ironico e distaccato, Saba si sente parte integrante della realtà descritta nei suoi componimenti. Egli dice di voler essere come tutti gli uomini di tutti i giorni.
Sebbene cronologicamente Saba sia annoverato tra gli ermetici, la semplicità e la chiarezza che caratterizzano i suoi versi non consentono di collocare il poeta all’interno di una determinata corrente letteraria: proprio come Pirandello, dunque, egli sfugge ad ogni catalogazione.
Nonostante tragga spunto da modelli arcaici, la poetica di Saba presenta aspetti innovativi e attuali. Essa è finalizzata ad esprimere il dramma dell’uomo contemporaneo, lenito dall’uso della parola semplice, addolcita, quasi consolatrice. Questo aspetto spiega anche la fortuna e il successo che la poesia di Saba riscosse presso il pubblico, il quale la sentiva intimamente vicina. L’autore riuscì a proporre una poetica non convenzionale e innovativa: egli non fu influenzato dai modelli decadenti e dalle avanguardie letterarie a causa dell’ambiente triestino in cui si era formato, aperto a nuovi stili e tendenze. L’autore entrò a contatto con la cultura novecentesca riuscendo tuttavia a non lasciarsi travolgere e condizionare dal progresso e dalle influenze esterne: egli si propose come autore schivo, solitario e originale, rimanendo fedele alla concezione di poesia come espressione di umana pietà e come strumento di sollievo alla pena della vita (1). Per questa ragione la critica Aurelia Bobbio ha definito la voce di Saba “una delle più moralmente consolatrici che giungono dalla lirica del nostro secolo”. La produzione di Saba lascia trasparire l’infanzia sofferta che il poeta fu costretto ad affrontare. In seguito all’abbandono da parte del padre, l’autore soffrì di nevrosi e fu costretto a sottoporsi a terapie psicoanalitiche presso lo studio del dottor Weiss, discepolo di Freud. L’autore seguì le sessioni terapeutiche poiché, a differenza di Svevo, egli credeva nella funzione curativa della psicoanalisi.
A partire dalla narrazione della propria vita e delle proprie esperienze, Saba espone e analizza i problemi esistenziali dell’uomo in modo universale.
Hai bisogno di aiuto in Umberto Saba?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email