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Sonetti di Foscolo

I sonetti sono 12 brevi componimenti composti da Ugo Foscolo nel 1802 e ognuno è stato scritto per motivi specifici. I temi sono principalmente autobiografici e verranno in seguito ricelebrati nei sepolcri e i modelli sono Vittorio Alfieri, Francesco Petrarca e i classici latini. Tre sono i sonetti di maggiore importanza : “alla sera”, “ a Zacinto” e “in morte del fratello Giovanni”. Nel sonetto “alla sera” la sera rappresenta il nulla eterno cioè morte e pace, si possono individuare una prima parte descrittiva e una seconda parte riflessiva; al centro del sonetto vi è l’opposizione tra reo tempo e spirto guerriero poiché il tempo consuma sia il presente che il passato, mentre la morte allontana l’affanno del presente. “In morte del fratello Giovanni” c’è il tema dell’opposizione tra esilio e tomba e stilisticamente si ha una struttura circolare con i temi che si ripetono, inoltre vengono nominati i “numi” che rappresentano il potere contro cui l’eroe è sconfitto. Infine in “ A Zacinto” si ha inizialmente una triplice negazione iniziale che rappresenta l’impossibilità di ritorno in patria per il poeta, vengono infatti nominate le sacre sponde che rappresentano la Grecia e la civiltà greca; viene anche ripreso il proemio del “de rerum naturae” di Lucrezio e si ha un discorso lirico legato alla passione per la sua terra, anche in questo sonetto è presente la struttura circolare con i temi che si ripetono e due sono gli eroi: Foscolo e Ulisse e la differenza è che Ulisse tornerà in patria mentre Foscolo no, dunque il codice classico (Ulisse) sopraffa quello romantico (Foscolo).

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