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Sonetti di Foscolo

In totale sono dodici però si possono dividere in due gruppi: I primi 8 quelli del 1802 e gli ultimi 4 che sono in più famosi ("Alla sera", "A Zacinto", "In morte del fratello Giovanni", "Alla musa"). Nei primi 8 sono ripresi i contenuti e la materia dell'Ortis. Questi sonetti sono fortemente autobiografici. C'è il disagio con il proprio tempo con il quale non riesce ad adattarsi.
Gli altri quattro sono composti con maggior distacco. Sono più equilibrati, il poeta riesce ad elevare le proprie vicende su un piano universale.
I modelli di riferimento per i sonetti sono quelli di Petrarca. Foscolo prende spunto da questi, ma rielabora in maniera personale. Alfieri esprimeva il suo sdegno chiudendosi in un atteggiamento aristocratico.
C'è una differenza tra il sonetto di Petrarca e quello di Foscolo:
in Petrarca il periodo sintattico coincideva con il verso

i sonetti di Foscolo, invece, hanno un andamento più vario. Il periodo sintattico va oltre la dimensione strofica. (Nel sonetto “A Zacinto abbiamo un periodo molto lungo).
Usa abbondantemente gli enjabement. In generale tra i due poeti c'è una struttura diversa. Possiamo individuare alcuni punti di contatto tra i sonetti. Alcuni sonetti sono come il punto di arrivo di una meditazione. C'è la costruzione di una meditazione che si scioglie nel centro del sonetto. In tutti i sonetti troviamo un vocativo (con grande rilievo) accompagnato dall'aggettivo possessivo, il che vuole comunicare il rapporto intimo tra il poeta e il soggetto della poesia.

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