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Ugo Foscolo - pensiero


La sua visione del mondo si lega al contesto storico politico in cui vive e parte da un particolare retroterra filosofico, l’Illuminismo. Ha una visione meccanicistica e deterministica del mondo. Questa visione esclude il controllo della natura da parte di Dio. Determinismo: c’è un legame diretto e inequivocabile tra cause e conseguenze, che sono molto strette e necessarie.
Contesto storico politico: Napoleone e le conseguenze della sua dominazione in Italia, tra le quali la delusione per il Trattato di Campoformio, il ritorno della dominazione austriaca e le speranze spente.
L’uomo vive in preda a passioni e ideali, che muovono la sua vita. Finisce però anche per illudersi inevitabilmente. Passioni, ideale e illusioni lo spingono a cercare di essere sempre felice, lo spingono a cercare un equilibrio e una stabilità interiore. La vita oscilla come un pendolo tra ciò che è illusione e ciò che è disillusione. Queste speranze non danno mai felicità stabili. Così l’uomo si disillude. Le speranze e i sogni cadono e diventano disillusioni inevitabilmente. Anche se cerca di non illudersi, di fatto si sta illudendo e alla fine finisce sempre per disilludersi. L’uomo non può fare a meno di illudersi e disilludersi. Il pendolo si ferma quando si muore. Questo momento coincide con il nulla eterno. Solo la morte dà tranquillità. Foscolo ha quindi una visione nichilista: con la morte finisce tutto. È una visione pessimistica della vita. La morte è comunque positiva perché non ci si può più illudere. Non si soffre più, le sofferenze cessano con la morte. La morte consola, chiude la possibilità di disilludersi. È l’unica alternativa al presente, ad una vita che ormai è diventata un tormento, non ci sono altre alternative. La vita presuppone la disillusione, è una cosa inevitabile. Nel caso in cui venga meno la libertà personale e non ci siano altre soluzione, allora si può optare per il suicidio, un gesto di ribellione alla società, che ostacola la nostra libertà. Un uomo che si autoesclude e smette di lottare è però anche sconfitto. L’uomo si sente in pace e in equilibrio solo con la morte.

Illusioni di Foscolo


  • Amore: Foscolo parla molto di amore. Un esempio è nell’Ortis, dove il protagonista soffre per amore. Lo ritiene una delle più grandi disillusioni della vita;
  • Patria: terre in cui ritrovarsi e in cui piantare radici. Voleva lottare per liberare la sua terra, ma alla fine si disillude di Napoleone e lascia la sua patria;
  • Famiglia: luogo in cui trovare affetto. Spesso, però, fa soffrire, porta amarezze. Non sempre, quindi, è un luogo sicuro;
  • Arte e poesia: ci illudono riguardo un’eternità nella vita, riguardo ideali ispiratori che non si rivelano tali e riguardo le proprie capacità artistiche.

  • Culto delle illusioni

    Nelle sue opere Foscolo fa capire che anche se la ragione ci dice che stiamo sbagliando, l’uomo non smette di sognare perché è fatto così, fatto di ragione ma anche e soprattutto di cuore. Anche se conosce le conseguenze, lui continua a coltivare queste illusioni e vi si aggrappa, cercando altre strade di continuo. Continua a lottare lo stesso, diventa una sorta di eroe. L’uomo deve vivere credendo comunque a qualcosa, altrimenti non vive più, diventa niente, non è più uomo. Se non c’è niente per cui lottare, la vita non ha un senso. Quindi deve lottare, deve esserci qualcosa da cercare e raggiungere, continuando a lottare. Queste illusioni servono, perciò, per dare alla vita un senso, per evitare all’uomo di suicidarsi e spronarlo a continuare a lottare. Bisogna sconfiggere il nichilismo, bisogna continuare a crederci. Non bisogna dare retta solo alla ragione, ma anche al cuore. Anche se la ragione ci spinge al suicidio, il cuore ci fa continuare a lottare e ci permette di dare un senso alla vita. Bisogna mettere in gioco anche la parte irrazionale dell’uomo.
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