Ugo Foscolo


Vita: inizialmente chiamatosi Nicolò, nasce nel 1778 a Zacinto(attuale Zante), da madre greca e padre veneziano. Trascorre l’infanzia sull’isola felicemente. Si trasferisce a Spalato, dove frequenta la scuola del seminario arcivescovile. L’improvvisa morte del padre lo trasforma, come lui stesso scrisse in una lettera, in un giovane infermo spesso per malinconia, e talvolta feroce ed insano per ira. Nel 1793 raggiunge la madre a Venezia, dove l’ideale politico rivoluzionario e la passione amorosa gli cambiano la vita, insieme all’interesse per le opere letterarie e filosofiche e alla frequentazione di letterati di alto livello. Nel 1791 è accolto dalla contessa Teotochi Albrizzi di cui s’innamora. Nel frattempo fa eseguire una tragedia antitirannica sul modello umano e letterario di Alfieri, che gli procura la schedatura alla polizia come sovversivo, per evitare l’arresto compone l’ode “A Bonaparte liberatore”. Tornato a Venezia assume incarichi politici e si batte per l’unione della sua città alle altre repubbliche della regione. 1797 trattato di Campoformio dove Bonaparte cede Venezia all’Austria, in cambio di altri territori di più interesse per la Francia, suscitando grande delusione politica in Foscolo. Da allora Foscolo considererà illusioni del cuore gli ideali riposti nella fiducia degli uomini di potere. Per fuggire dalla polizia austriaca si rifugia a Milano(repubblica cisalpina), dove incontra Parini e monti, il primo considerandolo maestro di dittatura morale mentre l’altro lo aiuta e di cui ama la moglie. Diventa nemico del consiglio cisalpino essendosi opposto all’abolizione del latino nelle scuole. 1798 si trasferisce a Bologna dove collabora a giornali e riviste. Nel 1799 ripresa la guerra tra Napoleone e gli austriaci, Foscolo si arruola nella guardia nazionale fino al 1812, svolgendo incarichi di ufficiale negli eserciti delle Repubbliche filofrancesi.
Tornano i francesi al potere, e Foscolo viene inviato a Firenze, dove s’innamora, da questo amore nasce la figura di Teresa nella stesura finale del romanzo epistolare “Ultime lettere di Jacopo Ortis”.
Rientra a Milano, dove compone l’ode neoclassica “All’amica risanata” e pubblica le “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, nello stesso periodo venuto a conoscenza del suicidio del fratello, per debiti di gioco, compone “In morte del fratello Giovanni”. Nel 1804 in crisi economica riprende la vita militare e ottiene di essere trasferito con il grado di capitano, in Francia e poi nelle Fiandre, tra le truppe napoleoniche che preparano uno sbarco in Inghilterra. Intanto da una relazione con una donna inglese gli nasce una figlia, Mary, che lo scrittore abbandonerà inseme alla madre. Nel 1806 rientra in Italia, dopo aver incontrato a Parigi Manzoni. Si stabilisce a Milano per poi recarsi a Venezia, dove incontra alcune persone dai cui dialoghi inizia la scrittura “Dei Sepolcri”, sua più grande opera pubblicata nel 1807 a Brescia. Nel 1808 ottiene la cattedra all’Università di Pavia, che poi sarà soppressa per gli atteggiamenti antinapoleonici e dovrà abbandonare la città. Nel 1811 gli vengono sospesi gli incarichi nel Regno d’Italia. Nel 1815 decide di andare in esilio. Nel 1827 muore durante un viaggio per l’Inghilterra.

Pensiero: la sua formazione culturale è classica, ma egli accoglie anche il pensiero illuminista francese, del preromanticismo inglese, tedesco e italiano. Era intensamente partecipe alle vicende storiche della propria epoca(inizialmente entusiasta delle idee liberatrici della Francia rivoluzionaria e napoleonica, ma dopo il trattato di Campoformio lo assale una profonda disillusione e una concezione pessimistica di realizzazione dei propri ideali politici. Perde fiducia in ogni forma del potere politico e di vedere attuati i propri sogni nella storia.
Foscolo ha una visione meccanicistica, atea e sensista del mondo, al cui interno l’uomo è destinato a dissolversi nel nulla dopo la morte. La vita è intesa come sofferenza, fra angosce il cui approdo è la morte, su tali idee si fonda il suo pessimismo. I valori sono intesi come grandi illusioni nutrite solo dal sentimento. Molti critici ritengono che una sorta di religione delle illusioni sia il fondamento del pensiero dello scrittore.

Poetica: Foscolo incarna il personaggio romantico per eccellenza, l’eroe fascinoso, il genio sregolato, sempre per lo stesso stile sono intese le sue decisioni improvvise e spesso trasgressive prese durante la vita. Una novità è che l’elemento autobiografico è sempre presente nelle sue opere. In lui ci sono anche aspetti classici come l’esaltazione della Grecia antica, il riferimento alla mitologia, la ricerca della bellezza e dell’armonia, il lessico alto e la compostezza stilistica nello scrivere. Foscolo ritiene che il poeta debba essere un genio creativo. La poesia per lui ha una funzione eternatrice e una funzione civilizzatrice nonché educativa. Ha anche una funzione universale( il suo scopo è morale, antropologico, politico ed estetico).

I tre sonetti
Alla sera: sonetto dedicato alla morte come unico rifugio ai tormenti della vita.
Commento → la sera è invocata come la morte perchè essa pone fine a tutti i tormenti della vita e per il poeta è l'immagine della pace e la fine delle sofferenze. L'arrivo della sera espressa con la personificazione di questa porta il poeta a vagare nei pensieri della sua vita tormentata e delusa da tante aspettative mai realizzate.
Il nullo eterno è identificato come la morte che porta verso il nulla e l'eternità identificata dal poeta come immagine di un non credente, cioè dopo la morte finisce tutto.
A Zacinto: sonetto dedicato alla terra natia e alla nostalgia del tempo passato che non può riportare indietro il poeta a vedere e baciare la terra dove è nato come fece invece fece Ulisse quando ritornò ad Itaca.
Commento → il poeta si lamenta per il fatto che non potrà mai più rivedere la terra natia dove trascorse l'infanzie e i giorni più belli, quella terra dove Venere, dea dell'amore fecondò dando vita alle bellezze naturali che ti appartengono e diede i natali a colui che cantò le gesta di Ulisse che potè tornare dopo il lungo peregrinare a baciare la terra di Itaca. Il destino del poeta invece è diverso perchè vivendo la condizione di esiliato non potrà rivedere mai più la terra natia e verrà sepolto in terra straniera in cui nessuno verrà a piangere sulla sua tomba.
In morte del fratel Giovanni: sonetto dedicato alla morte precoce del fratello che si suicidò per debiti di gioco quando ancora era molto giovane.

Commento → il poeta racconta la morte prematura del fratello suicidatosi per debiti di gioco e immagina la madre che piange sulla sua tomba parlandogli di lui (Foscolo); il poeta sa di non poter andare a piangere sulla tomba del fratello perchè è in esilio, ma spera che la morte abbia dato la pace alla vita tormentata di esso. Negli ultimi versi Foscolo spera ancora che le sue spoglie una volta morto vengano riportate alla madre.
Nei sonetti di Foscolo ci sono alcuni temi riccorrenti: autobiografici, raccontano la sofferenza individuale, il contrasto tra passione ee razionalità, l'esilio, il desiderio di morte, la bellezza delle opere classiche, l'amore per la patria, il sepolcro come luogo di corrispondenza di affetto tra chi è vivo e chi è morto. Temi riccorrenti nella poesia sono: la morte, il suicidio, l'esilio, la patria e la madre come terra natia e donna che genera la vita.

Dei Sepolcri: L'opera nasce dalla discussione tra Foscolo e Pindemonte riguardo l'editto di Napoleone del 1804 (editto di Saint-Cloud) nel quale veniva vietata la sepoltura dei morti vicino alle case o vicino alle chiese e si invitava a spostare i cimiteri fuori dai centri abitati per una questione d'igiene. Inoltre si invitava a fare tombe semplici ed uguali per tutti.
I due poeti discussero a lungo proprio del fatto che non ci fosse distinzione delle tombe ( persone importanti da uomini semplici). Qui nacque il Carme Dei Sepolcri dove Foscolo si interroga sull'importanza del sepolcro.
1) il sepolcro deve educare alla sopravvivenza
2) educare le nazioni civili
3) spingere i popoli a riscattare le sorti della Patria
4) ispirare i poeti che attraverso il loro canto rendono eterne le gesta degli eroi.

I parte: sepolcro come istituzione storica, il sepolcro non ha alcun significato per il morto, ma per chi vive è il legame stretto che si crea una corrispondenza d'amorosi sensi che serve da conforto per chi vive.

Foscolo ricorda come Parini il grande poeta fu seppellito in una fossa comune senza tomba, in questo modo nessuno lo può piangere.

I parte: I sepolcri nella storia: ogni civiltà e cultura ha i suoi sepolcri e i suoi rituali. L'antichità classica è un modello in quanto si saldava il legame affettivo tra vivi e morti, quella medievale invece con la sepoltura nelle chiese ispirava immagini macabre e paurose della morte; il cimitero inglese è segno di civiltà in quanto custodisce gli affetti e le virtù civili, il senso patriottico del sepolcro. In Italia purtroppo mancando il senso di nazione e di patria si ha un'inutilità del sepolcre perchè il popolo italiano è schiavo di altri popoli.

II parte: I sepolcri come istituzione storica e civile.
Il sepolcro è custode di valori umani e civili, le tombe dei grandi personaggi sono luoghi sacri che ispirano a compiere grandi imprese, ispirano a conservare il passato il ricordo delle azioni di grandi uomini e sono da modello per il presente ed il futuro. Le tombe dei grandi italiani sono nel cimitero di Santa Croce a Firenze, ( Macchiavelli, Michelangelo, Galileo, Alfieri.....) in Grecia raccontano le gesta dei grandi eroi caduti durante la battaglia di Maratona ( I guerra persiana, guerra in cui gli ateniesi da soli riuscirono a vincere un esercito enorme di persiani a dimostrazione del fatto che la volontà di difendere la propria patria è più forte di qualsiasi paura). Col tempo anche le tombe scompaiono per effetto dell'erosione, solo la poesia trasmette eternamente il passato cantando le gesta delle grandi imprese del passato esaltando quel popolo e i suoi eroi. Quando Omero racconta le gesta eroiche della guerra di Troia o delle guerre persiane non fa altro che esaltare un popolo e attraverso i suoi versi rendere eterne le loro gesta.
I sepolcri cantano la lotta dell'uomo, contro l'oblio e la morte ( anche se Foscolo non è un credente).
I valori o le illusioni umane sono: l'amore, il patriottismo, la poesia, gli affetti familiari e tutti gli ideali che, sono capaci di dare un senso all'esistenza.
Il carme dei Sepolcri è scritto in 295 versi di endecasilabi sciolti dove i fattori emotivi e razionali creano un equilibrio estetico di bellezza.
L'illusione è una sopravvivenza dopo la morte, le tombe hanno un valore affettivo, morale e civile nell'eternare -la memoria degli uomini. Una volta disperse dal tempo, la loro eredità è raccolta dalla poesia.

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