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Il carme Dei sepolcri

Nel 1806 fu annunciata l'estensione del decreto napoleonico di Saint-Cloud (1804) anche in Italia. Esso imponeva l'obbligo di provvedere alla sepoltura dei morti in specifici cimiteri extraurbani sopratutto per motivi igenici e per eliminare le varie differenze sociali.
Il carme, dedicato al poeta Ippolito Pindemonte, è formato da 295 endecasillabi sciolti, sul modello del Giorno pariniano e delle tragedie alfieriane. Sono inoltre riprese le loro tematiche civili. Lo stile è solenne ed incisivo: spazia dai toni colloquiali tipici delle epistole, a quelli ideologicamente impegnati e profeticamente ispirati e tendenti al sublime.
Una funzione centrale è riservata alla poesia, portatrice dei valori sui quali si fonda la civiltà umana, oltre che forma privilegiata della loro sopravvivenza nel tempo. A Foscolo spetta il compito di risvegliar l'Italia rimbambita e frammentata diffondendo le antiche virtù civili, delle quali i grandi sepolti in Santa Croce a Firenze rappresentano l'esempio massimo.

Il carme è l'opera di Foscolo più compatta e conclusa in tempi record per l'autore, solo qualche mese per poi non ritoccarlo più dopo la prima stampa(1807).
Un aspetto importante è la strumentalizzazione del testo in senso patriottico.
Ciò che è innovativo non è il tema dei sepolcri (ricordare Elegy written in a country..), né il metro usato già da molti come Parini e Monti. L'innovazione sta nell'intento dimostrativo, nel procedere per argomentazioni ed esempi, cioè per via filosofica.
Il carme è divisibile in quattro parti:
1. nella prima parte è trattato il tema dell'utilità delle tombe: da un punto di vista materialistico e laico esse sono inutili. C'è però un senso legato alla dimensione sociale dell'uomo, e garantito per l'estinto dai superstiti, che lo piangono e lo ricordano, restano in qualche modo in contatto con lui e prolungandone la vita. La nuove legge napoleonica è ingiusta in quanto non permette il giusto riconoscimento ai meriti dei migliori. Viene portato in esempio Parini, sepolto in una fossa comune, dove il suo corpo è forse mescolata alle ossa di un ladro, piuttosto che di un assassino.
2. nella seconda parte si discute riguardo i culti dei morti e il senso della civiltà: è innanzi tutto stabilito un nesso inscindibile tra civiltà e cura dei morti. Viene dunque condannato il modello cattolico medievale che presenta la morte in modo angoscioso e comunica ai vivi un sentimento di timore a favore del modello antico delle civiltà classiche in grado di rasserenare i superstiti e rassicurando un legame con il defunto. Il legame è di per sé un'illusione ma lo è a scopi benefici e positivi, dotata di un preciso messaggio civile.
Si inizia a trattare il tema della decadenza italiana, civiltà ormai priva di un senso collettivo di virtù e ogni prospettiva comune.
3. le tombe dei grandi comunicano ai virtuosi, secondo Foscolo, il loro esempio e li stimolano a proseguirne l'opera. Ne è prova la chiesa di Santa Croce a Firenze dove sono seppelliti i grandi italiani del passato, da Macchiavelli a Michelangelo e Galilei. Da questa chiesa dovrà dunque ripartire il riscatto italiano, sia in senso politico, che in senso civile e culturale. Anche Foscolo oggi è sepolto in questa cattedrale. Viene inoltra ricordato l'eroico impegno dei Greci nella battaglia di Maratona.
4.il valore molare della morte e la funzione della poesia come tutela dei valori civili

In generale tra i temi più importanti dell'intero carme ricordiamo il forte patriottismo e la decadenza presente, con la speranza di un riscatto futuro, italiana; la polemica antifrancese non senza il ricordo del tradimento di Campofornio e, infine, la riflessione foscoliana sul proprio destino e il modello omerico e della poesia classica.
Il poeta deve dare voce ai sepolcri, riscattando il silenzio ad essi inflitto dalle vicende di degenerazione materiale e della colpevole vicenda storica recente, soprattutto quella che riguarda l'Italia.

Lo stile è sempre elevato e denso e si identifica soprattutto per la capacità di conferire unità e compattezza ai molti e diversi elementi che compongono il carme, consentendo passaggi da un motivo all'altro.

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