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Autoritratto


Solcata ho fronte, occhi incavati intenti;
Crin fulvo, emunte guance, ardito aspetto;
Labbro tumido acceso, e tersi denti,
Capo chino, bel collo, e largo petto;

Giuste membra, vestir semplice eletto;
Ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti,
Sobrio, umano, leal, prodigo, schietto;
Avverso al mondo, avversi a me gli eventi.

Talor di lingua, e spesso di man prode;
Mesto i più giorni e solo, ognor pensoso,
Pronto, iracondo, inquieto, tenace:

Di vizi ricco e di virtù, do lode
Alla ragion, ma corro ove al cor piace:
Morte sol mi darà fama e riposo.

Punto 1. Riassunto e parafrasi. Questo sonetto è il ritratto letterario del poeta, il quale si descrive fisicamente nelle prime due quartine come un uomo con la fronte solcata dalle rughe, gli occhi attenti e incavati, i capelli rossi, le guance pallide e un aspetto coraggioso. Ha la testa reclinata verso il basso, un bel collo e il petto largo. Il suo corpo è proporzionato, si veste in modo elegante e semplice. Cammina a passo rapido, ha la capacità di pensare, parlare e agire velocemente. Moralmente, invece, nelle ultime due terzine si descrive come una persona sobria, piena di umiltà, leale, generosa e schietta. È spesso valoroso con le parole, quindi nella letteratura, e con le mani cioè con le armi, passa molto tempo in solitudine ed è spesso triste, malinconico e pensoso. È una persona disponibile ma tendente all’ira, è inquieto e fermo nei suoi pensieri (tenace). Possiede molti vizi ma anche molti valori, loda la ragione ma spesso fa quello che gli dice il cuore. Crede che solo la morte possa dargli riposo e fama. Nel verso 8 il poeta esprime chiaramente la sua avversità verso il resto del mondo e verso gli eventi che accadono nella sua vita, e nel verso 10 viene esplicato il suo senso di solitudine e tristezza. Infine al verso 14 esprime la sua volontà di morire per ottenere pace e fama eterne.

Punto 2. Tematiche. Soprattutto nelle ultime due terzine vengono sviluppati i temi romantici del sonetto: al verso 10 esprime tristezza e solitudine, spicca inoltre l'importanza delle emozioni in quanto dichiara al verso 13 di seguire spesso quel che dice il cuore ignorando la ragione nonostante la lodi, e al verso 11 confessa di cedere spesso all’ira e di essere inquieto.

Punto 3. Cosa si intende con “avversi eventi” vs 8. In riferimento al periodo storico in cui ha vissuto il poeta, gli “avversi eventi” a cui si fa riferimento al verso 8 sono riconducibili alla delusione politica per il trattato di Campoformio in cui Napoleone Bonaparte cede all’Austria il Veneto, tradendo la fiducia di moti italiani tra cui lo stesso Foscolo. Fa inoltre riferimento al suo stato da esiliato, costretto a vivere lontano dalla sua patria e destinato a ricevere un’”illacrimata sepoltura” (sonetto “A Zacinto”). Per questi motivi lui stesso si ritrova a essere in contrasto con il mondo e provare astio nei confronti di quello che ha attorno.

Punto 4. In quali versi si può notare l’inconciliabilità tra ragione e sentimento, e da cosa nasce questa contrapposizione. L’inconciliabilità tra ragione sentimento si può notare ai versi 12-13 in cui il poeta dichiara di lodare la ragione, ma spesso segue quello che gli dice il cuore. Questa contrapposizione nasce dal fatto che il poeta ha vissuto negli anni in cui coesistevano i movimenti dell’illuminismo e del romanticismo e da essi è stato influenzato. Il poeta è materialista, crede infatti che dopo la morte non ci sia vita ultraterrena ma il corpo è destinato a decomporsi come pensano gli illuministi, ma dall’altro lato cede spesso alle emozioni, soprattutto tristezza e malinconia, tipico invece dei romantici.

Punto 5. Quale funzione ha la morte per il poeta. Alla morte è attribuita la funzione di riposo eterno e che gli porterà fama attraverso la sua poesia e la tomba. Solo essa potrà dargli pace perché la sua intera vita è stata travagliata dagli eventi e non esiste altro modo per trovare riposo se non quello di cessare la sua esistenza, ma di continuare a vivere in eterno attraverso le sue opere e permettere ai posteri di poterlo ricordare e piangere sulla sua tomba.

Punto 6. Qual è lo scopo delle figure di enumerazione. Le figure di enumerazione conferiscono alla lirica un ritmo incalzante, a causa della ripetizione degli aggettivi e della presenza di molte virgole che incentivano il lettore a continuare la lettura.

Punto 7. Quale registro viene utilizzato. Il registro utilizzato è semplice, non utilizza parole ricercate. Si serve di molti aggettivi per descrivere la sua persona e il suo carattere, ci sono tante pause ma che conferiscono al testo un tono incalzante. Lo schema di rime è ABAB BABA CDE CED.

Punto 8. In quali altre opere di Foscolo la morte è vista come elemento pacificatore. La morte come elemento pacificatore è presente soprattutto nel sonetto “Alla sera” in cui il poeta paragona la morte alla sera come momento di pausa e riposo dalle disperazioni quotidiane. Così la morte, come la sera, è infatti una promessa di pace, il momento in cui finalmente si terminano le fatiche di un’esistenza agitata, malinconica e tormentata. Nel sonetto “in morte del fratello Giovanni” invece la morte è vista come la possibilità di ricongiungersi con i propri cari, unico suo obiettivo da esule. Quindi la morte resta l’unica cosa che consente quel ricongiungimento con gli affetti familiari che in vita sembrava negato per sempre. Infine nel sonetto “A Zacinto” la morte è l’unica possibilità di tornare alla sua patria e poter essere ricordato e pianto dai propri cari.

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