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Torquato Tasso

Intorno alla figura di Tasso si è sviluppato una specie di mito biografico riguardo l'infelicità che il genio incontra nei rapporti con il mondo e le convinzioni sociali. Tasso vedeva nell'attività letteraria un valore assoluto e ne fece il luogo della massima affermazione di se stesso. Per lui il successo e la gloria poetica si legano al rapporto con il pubblico e in particolare con la corte. Visse nel 1544-1595, visse alla corte degli Estensi a Ferrara. Figlio di uno scrittore. Tuttavia la corte con i suoi condizionamenti e i rapporti di potere impediva a un intellettuale come lui di trovare in essa (nella corte) una contropartita adeguata alle sue aspettative. Da qui derivò la tendenza dell'autore alla fuga, l'insoddisfazione, il senso di sradicamento e le lacerazioni affettive. Molto difficile per lui fu anche il rapporto con il padre, autore di poemi cavallereschi, e che gli provocava continui sensi di colpa. Anche nell'autorità della corte Tasso riconosceva qualcosa di paterno, perciò aveva un rapporto ambiguo e conflittuale sia con il padre e con l'ambiente della corte. Da un lato cercava di accettare l'autorità dell'altro non riusciva a uniformarvisi completamente. Da questo atteggiamento ambiguo. derivano sensi si colpa e manie di persecuzione che lo portarono alla follia. A differenza di Ariosto, Tasso non aveva equilibrio personale.

Gerusalemme Liberata

A questo poema Tasso ci lavorò tutta la vita. Si tratta di un poema in ottave, pubblicato nel 1581 che tratta, non vicende di invenzione bensì tratta di una vicenda storica, ovvero la prima crociata per sottrarre Gerusalemme al controllo dei Mussulmani. La distanza dal poema ariostesco appare subito evidente in quanto l'argomento trattata in Gerusalemme Liberata è solenne e l'opera vuole esaltare i lavori della cultura contemporanea. Tasso sceglie inoltre di privilegiare una tematica (dentro al poema), la crociata contro gli infedeli e un personaggio, Goffredo Di Buglione. Egli è un principe a capo dei cristiani. Il poema perciò diventa un poema epico ed eroico, non è più cavalleresco. Tutte le vicende secondarie vengono ricondotte all'azione principale. Vengono limitate le vicende amorose e magiche e si lascia spazio ad una nuova forma di 'magia' il meraviglioso cristiano, per cui gli elementi sovrannaturali sono legati alla volontà di dio. Dove ci sono elementi sovrannaturali qui è espressione di Dio. La ricerca è molto importante anche all'interno di questo poema, ma il movimento è negativo. Il centro dell'opera è Gerusalemme, l'opera è centripeta, chi si allontana dal centro commette peccato. L'allontanamento ha valenza morale negativa.

Il poema si differenzia dall'opera di Ariosto per la presenza di un centro, di un personaggio principale, sono presenti dei valori cristiani e l'inserzione dell'argomento storico (guerra santa). Tutto ciò che non ha a che fare con la guerra santa viene visto come negativo. Tasso cerca di dare voce ai valori della chiesa cristiana di epoca contro-riformistica ma parlando di un evento storico lontano nel tempo, vuole dire scrivere delle cose riguardanti la contemporaneità e vuole proporre a tutti i cristiani l'unità nella chiesa di Roma. Le tendenze riformistiche sono rappresentate dall'allontanamento dal centro, la chiesa di Roma simbolicamente in Gerusalemme. Però si ricava dal testo che i nemici dei cristiani non sono realmente i mussulmani, ma i cristiani che si allontanano e abbandonano la retta via, rappresentano simbolicamente gli eretici. Il conflitto che dovrebbe essere solo tra cristiani e mussulmani diventa un conflitto interno al cristianesimo e si scontrano nel poema non Dio e Maometto, ma dio e satana. Poi nell'opera Tasso manifesta una certa simpatia nei confronti dei mussulmani, che diventano espressione dei valori umanistici e rinascimentali che sono in conflitto con i valori cristiani. Si scontrano quindi rinascimento e controriforma, molteplicità e codice unitario. Il mondo laico viene rappresentato come disordine, il mondo cristiano viene rappresentato come ordine e unità. I modelli dominanti sono: Ariosto, Virgilio (per la problematicità dei personaggi) e Dante. Nel poema abbiamo un approfondimento psicologico. Goffredo svolge un'azione repressiva nei confronti dei suoi compagni.

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