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Donna il bel vetro tondo


Non è un sonetto ma un madrigale, componimento caratterizzante del ‘500 costituito dall’alternanza di endecasillabi e settenari, a differenza del sonetto composto da soli endecasillabi.
Il tema principale è il volto di una donna che si riflette su uno specchio. Questo diventa qualcosa che non può essere raggiunto e pertanto nel poeta si viene a creare un senso di sofferenza. (perché ha l’impressione di non poterla toccare perché riflessa)
Le rime creano assonanza maggiore perché i versi, non essendo divisi in strofe, non sono divisi. E’ pertanto un tutt’uno, un UNICUM, ossia un insieme compatto di versi.
I due aspetti intorno a cui ruota il componimento sono presenti già nel titolo: donna e vetro.
Parlando di oggetti, la poesia è carica di elementi tangibili: l’aggettivo tondo fornisce l’idea di qualcosa di armonioso, fluido e omogeneo, mentre perle e ori sono riconducibili alla ricchezza materiale.
(v.3) La donna viene raffigurata come molto narcisista perché ama guardarsi allo specchio e complimentarsi con se stessa. v.4 effigie=immagine, la donna si specchia ed è l’immagine del mondo perché è così bella che racchiude tutte le bellezze del mondo, e se lo specchio riflette una luce, è quella che proviene dal suo stesso viso (v.5-6).
Gli ultimi 4 versi rappresentano una vera e propria chiusura perché costituiscono una sentenza, una dichiarazione: secondo il poeta chi può cantare e ricordare i tanti e vari pregi della donna attraverso la letteratura (poesia e prosa) può ritenersi fortunato e deve vantarsene. Questa è una forma di encomio.
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