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Il Barocco


E' un movimento letterario e culturale che va dal 1610 al 1690. Già a partire dal 1600 si nota una rottura con il genere precedente mentre il 1690 è la fondazione dell'Accademia dell'Arcadia. Le caratteristiche principali sono:
abbandono della tradizione classicista e del principio di equilibrio;
nuovo modo di percepire il mondo e l'uomo che deriva dalla rivoluzione scientifica.
Fino al 900 c'è stato un giudizio molto negativo sul barocco. Gli esponenti dell'Accademia e Parini (autore neoclassico) lo criticarono definendolo “un'arte malata”, un'esagerazione. Nel 1800 De Santis, il maggiore critico letterario ottocentesco, valutava il barocco come un movimento letterario con opere prive di contenuti, vuote, apprezzabili solo da un punto di vista formale e secondo lui questo derivava dalla crisi dei valori morali del 6000. anche Benedetto Croce (nel 900) aveva ripreso l'idea di decadenza dei valori civili e religiosi per giudicare la letteratura barocca come solo alla ricerca dell'effetto sorpresa e che metteva in secondo piano la verità poetica. A metà del 900 il barocco viene rivalutato con il critico Walter Benjamin che lo vede come anticipazione delle moderne avanguardie letterarie, sostenuto da Ezio Raimondi che descrive il barocco come “il movimento che da voce all'incertezza”. Per l'uomo del 1600 l'unica certezza è l'incertezza di tutte le cose, percepiva la relatività del tutto e questo si rifletteva nella produzione poetica. Nel barocco ci sono tre poetiche dominanti:
1. poetica del concettismo: il concetto è il collegamento tra due immagini o temi appartenenti a due ambiti molto diversi tramite nessi imprevedibili con lo scopo di suscitare meraviglia nel lettore. Il concettismo è principalmente in poesia;
2. poetica dell'arguzia/acutezza: l'acutezza viene teorizzata da Baldasar Gracian in un trattato del 1648 'agudeza y arte del ingenio'. L'arguzia è la capacità di evidenziare stretti rapporti tra le cose e tramite questa si può far emergere la disarmonia del reale ricorrendo ai paradossi, iperboli, contraddizioni. Il lettore del 600 apprezza questa acutezza, c'è un “gioco” intellettuale tra l'autore e il lettore che coglie i procedimenti ingegnosi dell'artista. Tanto più i procedimenti sono nascosti tanto più l'opera è apprezzata;
3. poetica della metafora: Emanuele Tesauro nel 1654 scrive un saggio 'il cannocchiale aristotelico' con cui teorizza e esalta la metafora come l'unica figura retorica, l'unica in grado di scoprire i segreti rapporti tra le cose e come mezzo per mettere in risalto le capacità creative del letterato. La poetica della metafora esalta l'originalità del singolo, mentre quella umanistico-rinascimentale si basava sul principio di imitazione: è il punto di contrasto.
Il barocco è importante anche per il ruolo dell'intellettuale che nel 600 è ancora impiegato alle corti ma la censura della chiesa fa entrare l'editoria in crisi e fa rimanere isolata la cultura italiana da quella europea. Fino al 1600 quella italiana era la guida e la più apprezzata, dalla fine del secolo rimane indietro di 100 anni. Inoltre il pubblico è molto limitato: nobiliare. La presenza della chiesa fa si che si stampino quasi solo libri religiosi o testi accademici, rivolto ad un pubblico locale. Il letterato per essere apprezzato deve adeguarsi alle mode: deve dedicarsi alle novità e abbandonare i modelli umanistico-rinascimentali e classici. I poeti barocchi italiani prendono dalla tradizione temi che combinano in uno nuovo: la letteratura barocca fa commistione di genere, predilige la poesia alla prosa, in particolare giocosa e satira. Anche il poema eroico cambia e diventa “eroicomico”, il poema di Gianbattista Marino 'Adone' è l'esempio maggiore, ha per protagonista l'eroe Adone, bellissimo e disimpegnato le cui imprese sono amorose, erotiche..
La lirica è predominante e l'opera di riferimento è una raccolta di Marino del 1614 'La Lira' : canzoniere diviso in 3 parti, la 1° e la 2° raccolgono le poesie tra il 1592 e il 1603, la 3° quelle dal 1603 al 1613. Il titolo fa riferimento allo strumento musicale, simbolo della poesia. E' importante perchè introduce delle novità: è un canzoniere diverso da quello petrarchesco (imitato fino a quel momento) poichè non parla di una vicenda d'amore ma le liriche sono divise in base al genere metrico e i temi. Cadono in disuso le sestine, la canzone perde importanza e si privilegia il madrigale, un componimento breve (di solito non più di 10 versi) con versi settenari e endecasillabi. Rimane usato il sonetto. Nella Lira ci sono i primi esempi di “poesia figurata”: l'acrostico (=poesa dedicata ad una persona, a partire dalle lettere che compongono il suo nome (ogni verso inizia con la lettera)) e il calligramma (=una poesia che riproduce visivamente l'oggetto di cui si parla).
TEMI: la donna è il principale, i sentimenti del poeta nei suoi confronti. Non è rappresentata nella sua interezza ma in dettagli, le liriche sono dedicate a parti del corpo o gesti quotidiani. Si aggiunge il tema della morte dagli anni 30 del 1600, temi funebri. Sono liriche in cui il poeta pala della donna con freddezza celebrale, non c'è partecipazione sentimentale, c'è distacco. C'è un nuovo linguaggio letterario (inventato da Marino, modello per gli altri): abbandona le teorizzazioni di Bembo, non imita Petrarca ma crea un nuovo lessico con neologismi, latinismi e parole derivate dalle parlate locali.

Il barocco, il Novecento, il postmodernismo

Il barocco è ripreso dall'arte del 900:
crisi della totalità: incapacità di rappresentare l'individuo nella sua interezza, l'uomo non è più capace di controllare in modo sintetico il mondo;
avanguardie: arte del primo trentennio del 600, esprimono il rifiuto per il classicismo;
disarmonia:contrapposta all'armonia dell'arte classica;
il barocco esalta l'allegoria moderna, basata sul dubbio perchè la ragione non porta a certezze assolute.
Ci sono aspetti che collegano il barocco al postmodernismo (letteratura dal 1970 ai giorni nostri):
citazionismo: 'bisogna saccheggiare le opere classiche con il rampino'. Secondo Marino le opere classiche sono un serbatoio di temi e immagini a cui i letterati devono attingere;
arte di massa: la chiesa una l'arte barocca per impressionare le masse, si divide in arte barocca e in arte postmoderna;
relativismo (poliprospettico/multiprospettico): è assenza di punti di riferimento certi. Diventa cinismo con il postmodernismo:l'assenza del 600 diventa un disprezzo per tutto ciò che la società produce.

La rivoluzione scientifica del 600

Il barocco si apre con esaltazioni astronomiche di Keplero e Galilei e si conclude con Newton. Si diffondono le tesi di Copernico (eliocentriche) che mettono in discussione la centralità della terra e dell'uomo nell'universo (critica all'antropocentrismo), cambia la concezione del tempo. Gli studi geologici mostrano che la terra è molto antica: dilatazione del tempo e dello spazio. Il barocco rappresenta il mondo come un orologio che si può analizzare e manipolare. L'epoca barocca è il momento in cui iniziano ad essere usati strumenti scientifici come il telescopio, il termometro …

La rivoluzione scientifica nell'età del barocco e oggi

I punti di contatto tra la scienza del barocco e l'età moderna sono 3:
-teoria sull'autonomia della scienza rispetto alla religione e alla magia, gli studi di matematica si applicano ad ogni campo scientifico dando un rigore razionale;
-linea di demarcazione tra scienza e religione era segnata dalla chiesa. Nella lettera del 1613 di Galileo, egli aveva spiegato la differenza tra la religione e la scienza. La bibbia è il libro di dio che esprime le proprie priorità in maniera favoristica per far in modo che il popolo ignorante potesse capire. L'altro libro è il libro della natura, scritto in un linguaggio matematico che solo gli scienziati potevano decifrare. La verità che riguarda il cielo spetta alla religione e qulla dela terra alla scienza=relativismo (divisione dei compiti);
-potere della tecnologia: filosofia di Bacone. Egli scrive un libro sull'utopia in cui sostiene che sull'isola 'nuova atlantide' gli scienziati vivono insieme, anticipa un futuro dove l'umanità sarà gestita da tecnici.

Il senso di smarrimento di fronte all'infinito

L'esperienza dei sensi è finita e porta alla finitezza di fronte all'infinito. L'uomo vive un senso di sbigottimento di fronte all'infinito spazio che non riesce a controllare con la ragione: relativismo artistico e filosofico, lega un gusto all'infinito.
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