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Il Barocco


Quando si parla di Seicento, si suole denominarlo con la parola Barocco. Questo periodo, manifestatosi in tutta Europa, ha portato una nuova visione del reale, attraverso le arti. La parola Barocco compare solo nel secolo successivo, con gli Illuministi, che lo denominarono così con una sfumatura negativa (secondo loro questo stile era esagerato e ridondante), in quanto l’arte del Seicento aveva un grande impatto visivo, per suscitare la meraviglia nel fruitore. Durante il Seicento si abbandonò il concetto di Classicismo (arte come scopo di docere e deletare), perché lo scopo del Barocco è quello di piacere (hedoné). Gian Battista Marino, uno dei massimi rappresentanti del Barocco, che scrisse l’Adone, il più lungo poema della Letteratura italiana, diceva “Il fine dell’arte è la meraviglia, chi non sa stupire vada alla striglia”. Vi sono diverse opinioni sulla nascita del Barocco: secondo alcuni deriva dal portoghese (e significherebbe perla dai contorni irregolari, imperfetta), secondo altri indicherebbe un sillogismo di tipo filosofico. In Europa il Seicento fu un secolo di grande sviluppo e cambiamento, con artisti come Bernini, Borromini, Marino…. La differenza dell’arte barocca è determinata dalla visione del mondo e della natura; il mondo è nuovo (più grande, non solo geograficamente ma anche scientificamente). Galileo Galilei ha favorito le tesi copernicane, mentre Giordano Bruno aveva teorizzato l’infinitezza dell’universo. Keplero parlava di orbite ellittiche (e non più circolari, come secondo Galilei). Anche nell’arte non si rappresentava più una natura perfetta, ma tutto è più deformato (ad esempio, Piazza San Pietro è ellittica); le due nuove forme geometriche sono l’ellisse e la spirale. Uno dei temi della poesia è proprio la metamorfosi, ma ricorre anche il tema della vanità (qualcosa di vano, sfuggente) pittoricamente vengono rappresentati specchi, finestre, nature morte e si utilizzano colori molto scuri. Le opere religiose barocche avevano un fine propagandistico. Cambia anche il concetto di tempo, che è qualcosa di sfuggente. Le figure femminili che vengono rappresentate sono colte nella dimensione quotidiana, descritte così come sono (imperfette, umane). Lo stesso Caravaggio rappresentava gente appartenente agli strati sociali più bassi del popolo. Vi sono dei mezzi espressivi che caratterizzano l’arte barocca: uno di questi è la metafora (si abbandona l’imitazione petrarchesca). L’uso ripetuto delle metafore si chiama concettismo (una parola si unisce ad un’altra attraverso dei legami). Il concettismo apre la strada all’analogia; l’uso di esso implicava acutezze d’ingegno, infatti a volte questi “giochi di parole” potevano essere capiti solo dai colleghi poeti. Baldassarre Gracián scrisse un’opera sul concettismo, intitolandola “Acutezza e arte dell’ingegno”.
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