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Il passaggio dal Barocco all'Arcadia


Il ‘600 è caratterizzato dalla tendenza, tanto nella poesia quanto nella prosa, a inserire aggettivazioni cariche, a identificare la donna materiale come figura centrale e a ricercare il meraviglioso anche attraverso la metafora: questa risponde a un’esigenza del pubblico che ha bisogno di opere edonistiche che celebrino il bello.
Dal 1670 inizia la fase di passaggio che immette nel ‘700, il secolo dei lumi, durante la quale si afferma una nuova tendenza che troverà la sua richiesta nel teatro: la richiesta della letteratura barocca viene definitivamente superata con la creazione dell’accademia dell’Arcadia a Roma nel 1690.
Questa è caratterizzata dall’esigenza di richiamare alcuni modelli di classicità, di ritrovare quell’equilibrio che era stato messo in discussione dal barocco, è dunque una sorta di classicismo rivisitato. Il pubblico infatti, dopo una pausa di 40-50 anni in cui era stata indispensabile la rottura degli schemi per essere innovativi, aveva bisogno di riaffermare i canoni stabiliti dalla tradizione. C’è innovazione perché nasce una nuova identità culturale, ma questa ha l’esigenza di ritrovare le radici della letteratura, partendo sicuramente dagli schemi forniti da Dante e Petrarca (poesia).
Una particolarità dell’accademia è che voleva tracciare un filo conduttore, e che dunque tutti coloro che vi appartenevano avevano gli stessi principi e seguivano una stessa linea d’azione e pensiero.
Il poeta più famoso che incarna questa identità culturale e meglio rappresenta la ricerca dell’equilibrio compositivo è Metastasio.
In questi anni, a livello musicale si afferma il melodramma, che meglio rappresenta i concetti di equilibrio e armonia perché è un genere misto di poesia e musica, che si fondono al suo interno in maniera omogenea, e rappresenta la risposta alla volontà di riequilibrare un rapporto tra poesia e melodia. Questo tipo di componimenti era destinato più che altro alla recitazione e gli scrittori si avvalevano della collaborazione di musicisti per decantarli; un cambiamento importante che si ha attraverso il melodramma è che la dimensione della letteratura non è più relegata alla corte ma si apre alla società, è dunque meno elitaria.
Nello specifico, l’elemento di unione tra poesia e musica viene rappresentato alla perfezione dalla poesia greca, che quando veniva messa in scena assumeva le sembianze di un’unione omogenea di versi e musica. Dunque la tradizione che viene ripresa è quella specifica del teatro greco, composto di commedia e tragedia.
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