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Bella Pidocchiosa, Narducci


Rappresenta una provocazione perché Narducci, poeta minore più o meno coetaneo di Marino di cui non si hanno molte notizie, decide di ribaltare con ironia il tema precedentemente affrontato già con lo stesso titolo, che rappresenta un’antitesi.
Anche qui viene utilizzata la struttura con unicum e netta separazione.

Prima strofa


Il termine “fere” è un latinismo, dunque richiama il classicismo, e venne usato anche da Dante nella Commedia.
“Erranti” intende che si muovono tra i capelli: anche qui viene ripreso il classicismo perché questo termine venne molto usato tanto da Ariosto quanto da Tasso, ma anche in precedenza, ma il significato è unicamente quello di vagare. I pidocchi si muovono in un insieme di capelli all’apparenza bellissimi, ma questa gradevolezza finisce col subentrare dei parassiti.

Seconda strofa


I pidocchi vengono trasformati dal poeta in Amoretti, che tessono una rete metaforica in cui il suo cuore viene intrappolato: è come se fosse costretto ad amarla, perché nonostante questi ciò che si vede sono i capelli nella loro bellezza.
La morte, e dunque il tema dell’essere vittima dell’amore, è stato ripreso da Marino.

Terza strofa


Continua la metafora tra i pidocchi e gli Amori, che saltano tra i capelli come tra i rami di un bosco e sono cresciuti e proliferati proprio perché erano in mezzo a quel “mare” di capelli, immagine che ora acquista senza dubbio una valenza poco positiva.

Quarta strofa


“Se volete ottenere onori eterni, essere ricordati a lungo, non disdegnate di essere voi la preda della vostra preda”: con ciò il poeta afferma che la situazione in cui si trova è quella in cui la donna è preda dei pidocchi, ma l’uomo è preda della donna perché cede nella rete della sua bellezza.
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