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G. B. Marino: Pallore di bella donna (La Lira)


Pallidetto mio sole,
a i tuoi dolci pallori
perde l'alba vermiglia i suoi colori.
Pallidetta mia morte,
a le tue dolci e pallide viole
la porpora amorosa
perde, vinta, la rosa.
Oh, piaccia a la mia sorte
che dolce teco impallidisca anch'io,
pallidetto amor mio.
Parafrasi
O mio pallido sole
al cospetto del tuo dolce pallore
anche l’alba vermiglia impallidisce.
O pallida morte [l’ epiteto si riferisce alle sofferenze amorose],
di fronte al tuo pallore di viole,
la rosa, ormai vinta, dolcemente
perde il suo colore purpureo fatto d’amore
Che piaccia al mio destino
che con te anch’io impallidisca,
o mio pallido amore.

Commento

Dal punto di vista metrico si tratta di un madrigale.
Il poeta invoca la donna amata che evoca con una metafora e per antitesi con l’espressione “mio sole” e ”mia morte” oltre che con quella consueta di “amor mio”. Il suo pallore si irradia verso gli elementi naturali che la circondano (l’alba, la rosa, il poeta stesso). Il termine “impallidire” ha un significato ambiguo; esso può significare inchinarsi in modo riverente di fronte alla bellezza della donna amata, ma anche fondersi in lei e quasi annullarsi. Nel componimento si nota un continuo passaggio di sfumature di colore fra la donna e la natura: le espressioni “pallidetto sole mio” e “le tue dolci e pallide viole” designano la donna e le sue sfumature di colore, ma contemporaneamente interagiscono con le sfumature dell’alba e della rosa. Si può notare anche un senso di reciprocità donna amata/natura: la donna trasforma la natura perché al suo confronto l’alba vermiglia perde i suoi colori o la rosa che perde l’aspetto di porpora e a sua volta essa è trasformata in natura grazie a tutto un artificio di linguaggio.
Il paesaggio evocato ha un aspetto sfumato ed evoca una situazione sentimentale molto tenue e languida, accentuata dalla presenza di strutture ritmiche particolari: uso di rime baciate (colori/pallori, amorosa/rosa, anch’io/mio), ripetizioni, assonanze e ricorso a termini legati da etimologia (pallidetto, pallori, pallide, impallidisca).
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