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Eustachio Manfredi, Vergini, che pensose a lenti passi


Il sonetto trae l’ispirazione dall’amore del poeta per una giovinetta che scelse di farsi monaca e di chiudersi in un chiostro. Tuttavia, l’autore non accenna direttamente alla sua personale pena d’amore e quindi non scrive nulla del sentimento che prova per la fanciulla, Giulia Vandi. Egli si limita a descrivere il ritorno della compagne della giovane dalla cerimonia della vestizione.
In questo sonetto, l’autore si dimostra come tardo petrarchista all’interno del movimento dell’ Arcadia nascente.

Testo

Vergini che pensose a lenti passi
da grande ufficio e pio tornar mostrate,
dipinta avendo in volto la pietate,
e più negli occhi lagrimosi e bassi,

dov’è colei, che fra tutt’altre stassi
quasi Sol di bellezza e d’onestate?
al cui chiaro splendor l’alme ben nate
tutte scopron le vie d’onde al Ciel vassi?

Rispondon quelle: “Ah non sperar più mai
tra noi vederla: oggi il bel lume è spento
al mondo, che per lei fu lieto assai.

Sulla soglia d’un chiostro ogni ornamento
sparso, e gli ostri, e le gemme al suol vedrai,
e ’l bel crin d’oro se ne porta il vento”.

Parafrasi

O vergini [il poeta si rivolge alle compagne della ragazza amata chiamandole vergini non perché abbiano fatto voto di castità come le suore, ma perché ancora giovanissime] che pensierose e a passi lenti [perchè l’amica le ha abbandonate per vivere in un altro mondo] ritornate a casa dalla cerimonia della vestizione [grande ufficio e pio], con sul viso dipinta la commozione e soprattutto negli occhi pieni di lacrime e con lo sguardo rivolto in basso,

dov’è colei che fra tutte le altre donne è come un sole di onestà e di bellezza? In cui le anime nobili di sentimenti trovano le vie per le quali si può ascendere fino al cielo? [in questi due versi si nota l’influenza del Petrarca di cui Manfredi era un grande seguace].

E quelle rispondono: - Oh, non sperare più di poterla rivedere un giorno fra di noi [ ancora una volta si nota l’influenza del Petrarca che nel sonetto CCL scrive “non sperar di vedermi in terra mai”, a proposito di Laura]. Oggi la luce della sua bellezza che aveva reso lieto il mondo con la sua presenza è ormai spento [ la parola “mondo” sottintende, in realtà, un altro significato, cioè il poeta stesso che col cuore aveva contemplato in modo compiaciuto, la bellezza della fanciulla.

Vedrai abbandonati per terra sulla soglia di un chiostro le vesti, le pietre preziose, i drappi tinti di porpora [gli ostri] e gli ornamenti mondani ed i capelli d’oro recisi portati via dal vento

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