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Luigi Pulci

Luigi Pulci nacque a Firenze nel 1432 da una famiglia nobile ma in decadenza. Entrò al servizio di Francesco Catellani che favorì il suo ingresso nell’ambiente della signoria. Pulci iniziò a frequentare il palazzo dei Medici nel 1461 e strinse una profonda amicizia con Lorenzo. Molto probabilmente nello stesso 1461, su richiesta della madre di Lorenzo, Lucrezia Tornabuoni, l’autore avviò la stesura della sua opera più importante, il poema comico-cavalleresco in ottave Morgante. In seguito il Magnifico affidò allo scrittore alcune missioni diplomatiche. Tra il 1473 e il 1474 i rapporti dell’autore con i Medici iniziarono a incrinarsi: la sua estrosa personalità e le sue posizioni in materia di fede iniziarono a essere in contrasto con il nuovo clima che si era affermato nell’ambiente signorile sotto l’influenza dei filosofi dell’Accademia platonica. E lo scrittore si rese protagonista di un’asprissima polemica con Ficino sull’immortalità dell’anima. Pulci fu accettato di buon grado nell’ambiente signorile che era proteso verso gli interessi umanistici. Pulci aveva una formazione anticonformista, cioè che non si faceva piegare dai signori pagando caro il suo atteggiamento abbandonando appunto la corte dei Medici andando in quella di San Severino. Va via da Firenze e dopo la morte non gli viene data una buona sepoltura, perché fu cacciato per eresia, perché la filosofia sostenuta da Lorenzo è il neoplatonismo, arrivato nel II a.C. che parlava dell’universo come una profanazione da Dio, cioè definisce i vari elementi dell’universo come fatti di sostanza divina.

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