Concetti Chiave
- Marsilio Ficino, nato nel 1433 a Figline Valdarno, è un importante esponente della filosofia platonica e amico di Cosimo de' Medici e Lorenzo de' Medici.
- Ficino cerca di armonizzare filosofia e religione, vestendo l'abito sacerdotale e enfatizzando l'amore come azione creatrice di Dio.
- Nel suo pensiero, gli uomini si distinguono dagli animali poiché sono inventori di molte arti, esercitate liberamente e in continua evoluzione.
- L'uomo è descritto da Ficino come un intermediario divino, capace di perfezionare le opere della natura e governare se stesso e gli altri esseri viventi.
- Ficino presenta l'uomo non come servitore della natura, ma come un padrone e rivale, in grado di emulare e correggere le opere divine.
Vita e Amicizie di Ficino
Nasce a Figline Valdarno nel 1433 e muore a Careggi nel 1499; esponente della filosofia platonica, gode del favore di Cosimo de' Medici, nonno di Lorenzo. fu grande amico di Lorenzo de' Medici, Angelo Poliziano e Pico della Mirandola.
Sintesi tra Filosofia e Religione
Vestì l'abito sacerdotale, testimonianza concreta della sua volontà di sintesi tra filosofia e religione.
cercòdi armonizzare ragione e fede in una forma di religiosità priva di ipocrisie; importantissimo è, per lui, anche il tema dell'amore, da cui sprigiona l'azione creatrice di Dio, che per primo ha amato l'uomo.
la sua opera principale è Theologia platonica del 1482.
L'Arte e l'Invenzione Umana
Gli altri animali vivono senza conoscere arti, o ne conoscono una sola per specie, al cui esercizio non si dànno per iniziativa propria, ma sono tratti dal loro inevitabile destino. ne è indizio il fatto che nella loro attività costruttiva non si perfezionano con il passar del tempo. All'opposto, gli uomini sono inventori di innumerevoli arti, che praticano a loro arbitrio. Ciò è dimostrato dal fatto che ciascuno di loro esercita molte arti, le muta, e diviene più attivo con la continua pratica.[..]
L'Uomo come Intermediario Divino
L'uomo, insomma, imita tutte le opere della natura divina, e perfeziona, corregge, ed emenda le opere della natura inferiore. Quindi l'essenza dell'uomo è fondamentalmente simile alla natura divina, dal momento che l'uomo di per se stesso, cioè con il suo senno e la sua abilità, governa se stesso, per nulla circoscritto entro i limiti della natura corporea, ed emula le singole opere della natura superiore. [...]
Né dei bruti si serve soltanto: comanda a loro. In realtà può avvenire che con le armi ricevute dalla natura talune specie di animali a volte si lancino contro l'uomo o sfuggano al suo stesso attacco: l'uomo invece con le armi che si è procurato da solo evita gli assalti delle belve, e le volge in fuga, e le doma. [...]
L'uomo dunque, che provvede universalmente sia agli esseri viventi sia alle cose inanimate, è in certo senso un dio.
Qui Ficino presenta l'uomo non come servo ma come padrone, rivale della natura stessa. L'uomo corregge le opere della natura inferiore e imita, allo stesso tempo, quelle della natura divina, fungendo da intermediario tra le due sfere.
Rispetto a Pico l'uomo tende verso, qui, verso l'alto, tanot da chiudere considerando l'uomo quasi come un dio.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale obiettivo di Ficino nella sua sintesi tra filosofia e religione?
- In che modo Ficino descrive l'unicità dell'uomo rispetto agli altri animali?
- Qual è il ruolo dell'uomo secondo Ficino nel rapporto con la natura divina?
Ficino cerca di armonizzare ragione e fede in una forma di religiosità priva di ipocrisie, enfatizzando l'importanza dell'amore come azione creatrice di Dio, che per primo ha amato l'uomo.
Ficino sottolinea che gli uomini sono inventori di innumerevoli arti e praticano queste attività a loro arbitrio, mentre gli animali non si perfezionano nel tempo e agiscono solo secondo il loro destino.
Ficino presenta l'uomo come un intermediario tra la natura divina e quella inferiore, affermando che l'essenza dell'uomo è simile a quella divina, poiché egli governa se stesso e corregge le opere della natura, fungendo quasi da dio.