Indice
Introduzione
Il sonetto fa parte delle Rime non incluse nel Commento. Ci è stata tramandata una didascalia, presente in premessa: “Sonetto fatto andando in Maremma lungo la marina”. Il motivo iniziale e chiaramente di ispirazione petrarchesca (cfr. sonetto Solo e pensoso i più deserti campi). Nel sonetto 161 del Canzoniere, Petrarca scrive: O passi sparsi, o pensier' vaghi et pronti.Il tema è il desiderio di solitudine e di fuga dai luoghi abitati. L’ambientazione è la costa del Tirreno in prossimità della Maremma.
Testo
Co’ passi sparti e colla mente vagacercando vo’ per ogni aspro sentiere
l’abitazion delle silvestre fiere,
presso ove il mar Tirren bagna ed allaga;
sol per provar se si quieta e appaga
l’alma per cose nuove, qual vedere
sempre li pare, e innanzi agli occhi avere
quegli occhi che li fêr l’antica piaga.
Se da sinistra in qualche oscuro speco
guardo, la veggio lí tra fronde e fronde,
nuova Diana che ogni oscuro allieti:
a destra rimirando le salse onde,
parmi che tolto abbi il suo imperio a Teti:
cosí sempre è mia dolce pena meco.
Parafrasi
Camminando senza seguire un percorso preciso (= passi sparsi) e con la mente confusa ( i passi sono indecisi, senza una direzione predeterminata com’è la situazione dell’anima del poeta. La mente è confusa come il poeta che è turbato dal sentimento amoroso)Sono alla ricerca lungo in ogni sentiero irto (= non facile da percorrere)
Le tane degli animali selvaggi che vivono nei boschi,
nei pressi che il Mar Tirreno bagna e ricopre con le sue acque.(Questo verso è fra i migliori del sonetto e dà l’impressione di un paesaggio vasto. Il secondo verbo “allaga” allude all’impaludarsi delle acque del mare in corrispondenza di alcune spiagge della Maremma),
con l’unico scopo di vedere se la mia anima si tranquillizza e
resta soddisfatta [osservando] paesaggi nuovi, la quale anima ha sempre presenti,
come se effettivamente li vedesse, gli occhi [della donna amata]
che da tempo hanno provocato ferite [nell’animo del poeta]
Se mi volgo verso sinistra in direzione di una qualche grotta oscura
la vedo lì fra le fronde,
come una nuova Diana che rende lieto ogni luogo oscuro: (Ogni luogo è oscuro e quindi triste. La dea Diana qui è sentita come personificazione della Luna, invece del tradizionale valore mitologico)
a destra, guardando in direzione delle onde salate,
pare che la donna amata abbia tolto il suo predominio a Teti (figura mitologica madre di tutti i fiumi e di tutte le acque).
in questa modo sembra che la mia dolce pena sia sempre con me (concetto dell’amore che genera sofferenza)
(Nella seconda terzina, l’elemento mitologico si fa troppo insistente e scivola verso l’artificio letterario. Tuttavia questa terzina serve per riportare davanti alla fantasia lo spettacolo del mare. Il poeta scende lungo la costa per cui è normale che a destra abbia il mar Tirreno e a sinistra la terra ferma con le grotte e le zone paludose. L’ultimo verso, con la sua lentezza, dà la sensazione del sospiro e della malinconia, come se il poeta si volesse rassegnare)
In sintesi
Il poeta intraprende un viaggio, attraverso luoghi incontaminati con lo scopo di sfuggire al pensiero amoroso e ossessionante della donna amata nella speranza di trovare la pace d’animo e la dimenticanza.Ma l’immagine della donna non fa altro che perseguitarlo ed egli la rivede in tutti gli elementi naturali. Questo accentua le sue pene d’amore
Il sonetto termina con l’espressione “dolce pena d’amore” che non abbonerà mai il poeta e cui egli sarà sempre costretto a convivere.