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Matteo Maria Boiardo personaggio storico

Lui diventa il personaggio che può recepire le istanze, cioè le richieste dei signori, proprio come Pulci, Boiardo recepisce questo messaggio e scrive un opera in volgare “padano”, un poema cavalleresco. La poesia intesa in quel posto come la intendeva lo stesso Boiardi era una poesia di intrattenimento, rappresentata a corte per l’esigenza della corte, l’opera si chiama l’Orlando Innamorato che rappresenta la fusione tra ciclo bretone e carolingio. Lui elabora l’ideologia umanistica attraverso il rinascimento. Qui i motivi religiosi non sono presenti perché siamo usciti dal medioevo, quindi pure i paladini non sono intesi come una volta, infatti Boiardi inserisce pure una nuova figura il Katai (proviene dalla Cina) ovvero la figura di una bella donna che separa i paladini. La figura femminile viene subito introdotta

Cresciuto in un ambiente pervaso da accesi interessi per gli antichi, Boiardo fu profondamente imbevuto di cultura classica. Già le prime prove poetiche, dunque, confermano il forte legame con l’ambiente ducale, del quale lo scrittore intendeva assecondare gusti e interessi: tale iniziale produzione è connessa alla predilezione per la letteratura umanistica che gli Estensi avevano maturato. Alla produzione originale in latino Boiardo affiancò una serie di volgarizzamenti di opere latine e greche. Il poeta si dedicò, inoltre, alla composizione di rime in volgare, in cui espresse il suo amore per una dama di Reggio. In ogni sua opera si fece interprete dei gusti e delle esigenze del pubblico cortigiano. Il fatto che lui voglia elevare i signori a livello di cavalieri rappresenta il motivo encomiastico.

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