Nacque ad Arezzo nel 1304, durante la battaglia della Lastra.
I genitori erano fiorentini esiliati.
Il padre, Ser Petrarca, andò ad Avignone nel 1312 dove fu assunto come impiegato presso la corte papale.
Garantì ai figli buoni studi : a Montpellier (prestigiosa università), poi a Bologna (università di diritto).
Petrarca trascurò questi studi per dedicarsi alla poesia.
Viaggiò per città e monasteri cercando libri antichi e dedicandosi alla Filologia (= studio dei testi a partire dal linguaggio che può ricondurre alla data).
Oltre all’amore per i classici, Petrarca sviluppò un amore per i beni mondani evidenziato soprattutto dalla villa nella Selva Piana lungo il fiume Sorga; si trattava di una villa in campagna, considerata il suo rifugio prediletto dove poteva dedicarsi agli studi.
Riconobbe in Orazio il poeta che meglio celebrava l’Otium (= momento di vita appartata in cui ci si dedica alla cura dello spirito).

Petrarca visse le contraddizioni di un periodo di passaggio ( fine medioevo -> salvezza nell’aldilà; umanesimo -> bellezza della vita mondana) dove l’attrazione per i beni mondani e la vita spirituale entrarono in conflitto.
A 25 anni prese gli ordini minori per usufruire di vantaggi economici e dovette fare voto di castità.
Ma Petrarca si innamorò e tutte le donna da lui conosciute le cantò col nome di Laura, una donna che incontrò il venerdì santo del 1327 nella chiesa di Santa Chiara d’Avignone.
Per i critici questa è una data simbolica perché coincide con il martirio di Cristo e sta a simboleggiare che da lì in poi iniziarono tutte le sue pene d’amore.
Laura morì prematuramente e lui frequentò altre donne tanto che nel 1340 nacque sua figlia Francesca.
Nel 1340 Petrarca venne incoronato poeta sul Campidoglio a Roma (poteva scegliere anche Parigi, ma selse l’italianità).
Venne esaminato per tre giorni a Napoli da Roberto d’Angiò e ricevette la corona, segno di trionfo della gloria mondana
Nel 1341 il fratello Gherardo si fece monaco certosino (i certosini fanno voto di silenzio oltre quello di castità) e Petrarca si sentì sminuito.
Il 1348 e il 1349 furono anni importanti in politica; nel 1350 andò a Roma per il primo giubileo e si fermò a Firenze dove conobbe Boccaccio.
Tornato a Roma, scoprì che Cola di Rienzo si era trasformato in un tiranno, così andò ad Arcuà dove lo raggiunse Francesca che lo accudì negli ultimi anni della sua vita; qui morì nel 1347 studiando un libro di Virgilio.

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