yya di yya
Ominide 863 punti

Petrarca

Petrarca è il fondatore della lirica moderna.
Il poeta contribuisce alla fondazione di un nuovo tipo di intellettuale che non partecipa alla vita sociale e politica della propria città, ma diventa uno specialista della cultura, che, al tempo delle Signorie, viene considerata come un’attività separata ed autonoma, poiché nelle corti dei signori non era possibile parlare di politica.
Petrarca getta le basi della civiltà umanistica, in cui l’attività artistica e culturale è ritenuta superiore rispetto all’impegno politico. L’intellettuale è sempre più estraneo alla vita sociale e politica e diventa uno specialista di un’attività specifica.

Dante e Petrarca

Confronto tra Dante e Petrarca:

Dante
• Vive una vita divisa in due dal trauma dell’esilio.
• L’esilio viene considerato come un evento simbolico: egli appartiene all’ultima generazione di intellettuali coinvolti nella vita politica e pubblica e l’esilio rappresenta un’espulsione da esse.
• Dante non cessa di essere fiducioso di poter influire, per mezzo della propria attività intellettuale, sullo svolgimento di fatti storici.
Petrarca
• Nasce in esilio perché suo padre era un guelfo bianco.
• Anche questo viene considerato come evento simbolico che rovescia le sorti di Petrarca il quale, non potendo far parte della vita politica Toscana (Firenze), inaugura un tipo di intellettuale-artista la cui condizione psicologica e sociale è quella dell’esiliato: il senza patria.
La coscienza e l’interiorità sono poste al vertice di una nuova scala di valori, la poesia lirica esprime proprio questi valori.
Le caratteristiche analizzate si riflettono anche nel linguaggio dei due autori:
Dante utilizza il plurilinguismo: usa il latino e il volgare e lo sperimentalismo formale.
Petrarca fa ricorso al monolinguismo ed alla tradizione classica antisperimentalista: linguaggio resta sempre elevato ed eletto, tipico della poesia lirica.

Formazione culturale di Petrarca

Petrarca è un autodidatta: la sua formazione culturale dipende soprattutto dalle letture private di testi, che non per la frequentazione di maestri poiché la biblioteca del poeta era fornita di molti codici (libri classici).

Tra le raccolte di codici del poeta vi erano anche quelli di importanti autori classici latini (Ovidio, Virgilio e Cicerone), di molti padri della Chiesa (le Confessioni di S. Agostino) e possedeva molte opere di Platone, Aristotele ed Omero.
L’amore del poeta per i libri è soprattutto amore per le fonti originali della produzione letteraria e filosofica antica.
Mentre era meno vasta la sezione dedicata alle nuove letterature romanze.
Il bilinguismo di Petrarca segna una divisione tra latino e volgare, senza che ciò implichi la svalutazione di una delle due lingue.
Secondo Petrarca il latino è:
- la lingua pubblica;
- la lingua degli intellettuali europei;
- la lingua che esprime la funzione prestigiosa del dotto.
Il volgare, invece, è la lingua della propria intimità, dei propri sentimenti. Invece, per Dante, il volgare rappresentava la lingua per il pubblico poiché la sua opera ha un valore didascalico (di insegnamento).

L’Epistolario

L’Epistolario di Petrarca comprende cinquecento opere divise in cinque raccolte.
Quest’opera testimonia l’intero percorso della vita del poeta, offrendo notizie biografiche.
Nelle lettere il poeta tende a sfogarsi e confessarsi; inoltre cerca l’equilibrio, la perfezione formale, l’esemplarità umana e morale. Per questo divide le lettere in raccolte secondo la cronologia e la tematica.
La particolarità dell’Epistolario è che qui Petrarca tende a fornire un’interpretazione delle proprie vicende personali e della propria personalità, cioè fornisce una rappresentazione ideale della sua persona e della propria vita.

La raccolta è composta da:
- Familiares/ Familiari (1325-1366)
- Sine Nomine [Senza Nome] perché non riportano il nome del destinatario. Riguardano scottanti questioni politiche: non mettendo il destinatario Petrarca si salva da eventuali ritorsioni.
- Seniles [Senili], di cui la più importante è Posteritati [Ai Posteri] in cui vuole che il racconto della propria vita venga interpretato in maniera allegorica. Petrarca voleva concludere l’Epistolario con questa lettera, che però rimase inconclusa fermandosi al 1351.
- Variae aggiunte dopo la morte.
- Epistolae Metricae [Lettere in versi] sono considerate a parte.

Hai bisogno di aiuto in Petrarca?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email