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Movesi il vecchierel canuto et biancho – Petrarca, Francesco – Canzoniere

[N. B. quello che le antologie indicano comunemente come titolo è solo il primo verso della poesia, in quanto i sonetti non presentavano nel canzoniere, un titolo, ma solo un numero]

È un sonetto del canzoniere scritto prima della morte di Laura e della mutatio animi.
Le quartine e la prima terzina sono in una dimensione sacra, parlano di un anziano pellegrino che parte da casa e dal luogo dove è cresciuto per recarsi a Roma a vedere il volto di Cristo, che spera di vedere ancora “lassù nel ciel”, cioè dopo la morte.
Nella prima quartina domina l’area semantica dell’allontanamento (con espressioni quali movesi, dal loco, da la famiglia…), che viene sostituita nella seconda da quella della fatica (trahendo, antiquo, extreme, quanto più può…).

L’ultima terzina rivela però che l’intero sonetto è un paragone per descrivere il modo in cui l’autore si affanna a cercare la forma vera di Laura tra quella delle altre donne. Nell’ultima terzina scopriamo anche il destinatario del sonetto, cioè Laura stessa.
Troviamo tra le due parti forti parallelismi, non solo nei contenuti ma anche nelle scelte lessicali: il desio del vecchierel e la disiata forma di Laura, lo sforzo comune (quanto più può per il vecchio, quanto è possibile per Petrarca).

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