Movesi il vecchierel canuto et biancho di Francesco Petrarca

Il motivo del sonetto è la rappresentazione della vita come un luogo pellegrinare alla ricerca di sentimenti spirituali, come la fede cristiana, e terreni, come l’amore per la propria donna.
Il tema di fondo del sonetto viene espresso mediante una similitudine tra il “vecchierel” che arriva a Roma per contemplare la Verona (il sacro sudario che avvolse Gesù), desideroso di scorgervi le sembianze di Cristo che si augura di rivedere nell’Aldilà, ed il poeta che, con il medesimo ardore, spera di cogliere nei volti delle altre donne quello della sua Laura.
Un paragone che può sembrare blasfemo, poiché accosta il sacro al profano, ma che, si riferisce agli atteggiamenti, alle speranze dei due protagonisti: il vecchietto ed il poeta. Del resto è palese, nei versi, la rappresentazione di Laura come una figura idealizzata in una forma d’elevazione spirituale.
Nella prima parte del sonetto vengono descritti i tre momenti del pellegrinaggio del “vecchierel”: la partenza, il viaggio e l’arrivo. L’anziano pellegrino parte dal luogo dove è sempre vissuto, lasciando la propria famiglia nell’apprensione, e s’incammina, trascinando il suo corpo appesantito ed affaticato dagli anni, verso una meta che, grazie alla forza della fede e della volontà, riuscirà a raggiungere.

Nell’ultima terzina si rivela la similitudine su cui poggia l’intero sonetto: come il vecchio pellegrino anela a scomparire le sembianze di Cristo nella Veronica, così il poeta cerca qualche riscontro di Laura nelle figure delle altre donne. La parte finale del sonetto è stata variamente giudicata dai critici: alcuni hanno sottolineato l’ardire del paragone tra Cristo e Laura; altri, invece, lo hanno giustificato ricorrendo al motivo della forma, di derivazione platonica. Da questo punto di vista, Petrarca è alla ricerca non di una donna dalle fattezza terrene, ma della donna come simbolo della perfezione suprema, l’unica in grado di procurare all’uomo la redenzione.
Per metrica, il sonetto è formato da versi endecasillabi, con rime incrociate secondo lo schema ABBA, ABBA nelle due quartine e con rime replicate secondo lo schema CDE, CDE nelle due terzine.

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