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Francesco Petrarca - Trionfi


I trionfi sono, insieme al canzoniere, l’unica altra opera in volgare di Petrarca, anche se il titolo corretto è in latino: “Triumphi”. È un’opera incompiuta e stranamente, per uno che ha sempre criticato Dante, il metro usato per quest’opera, che è in versi, è la terzina incatenata, anche detta terzina dantesca. C’è quindi un evidente riferimento a Dante, non solo nell’uso della terzina incatenata, ma anche nell’idea allegorica, nell’impalcatura dell’opera, che è tutta un’allegoria. nella stesura di quest’opera Petrarca fu influenzato anche dall’Amorosa Visione, opera di Boccaccio.
Il titolo allude, come sempre in Petrarca, al mondo classico. È evidente come in lui si fondono la cultura classica e i riferimenti agli autori cristiani, come S. Agostino. I “triumphi” erano quelli che i generali vittoriosi celebravano a Roma per la via sacra, conducendo in processione gli schiavi catturati e il bottino ottenuto. Nel frattempo si recitavano i carmina triumphalia, con cui su cercava di evitare l’invidia degli dei, limitando il loro successo e fortuna. Qui abbiamo una serie di trionfi, uno dopo l’altro, di tipo allegorico:
• Triumphus cupidinis (Trionfo della passione) o Triumphus Amoris (Trionfo di Amore): Troviamo due titoli, una doppia dicitura, perché l’opera è incompleta e non c’è stata la revisione finale. Petrarca immagina di vedere in sogno la visione del dio Amore trionfante. Egli si trova su un carro di fuoco seguito da una schiera di amanti focosi (è il desiderio, la passione fisica, l’amore passionale…), tra cui c’è anche il poeta, che insegue Laura. Egli, insieme a questo carro, arriva a Cipro, isola dove si credeva fosse nata Venere, e qui capisce di essere schiavo di Amore, quindi che la sua è una schiavitù.
Triumphus pudicitiae (Trionfo della castità): Laura, con altre donne che rappresentano la castità, sconfigge Amore. Prima quindi trionfa e poi viene sconfitto dalla castità. Egli viene rinchiuso per sempre nel Tempio della Pudicizia a Roma.
Triumphus mortis (Trionfo della morte): anche la pudicizia a sua vola viene sconfitta dalla morte. Laura muore e compare poi in sogno al poeta rivelandogli e prospettandogli la felicità e la serenità di una vita ultraterrena. Queste visioni sono un chiaro riferimento alla Vita Nuova di Dante.
Triumphus famae (Trionfo della fama, della gloria): la morte viene sconfitta dalla fama. C’è la rappresentazione di una galleria di uomini famosi, sia uomini d’azione che intellettuali, tra cui molti personaggi dell’antichità romana.
Triumphus temporis (Trionfo del tempo): la fama viene sconfitta dal tempo, il tempo svela la vanità della stessa fama, che viene da lui distrutta. Col passare del tempo nessuno si ricorda più di tante persone famose.
Triumphus Eternitatis (Trionfo dell’eternità): il tempo viene sconfitto dall’eternità, perché è solo l’eternità di una vita ultraterrena, che può preservare l’uomo dalla precarietà della vita, riscattarlo dall’effimera vita mortale.

Si tratta di un’opera molto pesante, erudita, c’è molto indugio sulle singole descrizioni, c’è un elenco lunghissimo e pedante dei personaggi famosi. Infatti non ha ottenuto un grande successo. Possiamo notare però che si inserisce nella scia di Dante: i riferimenti a Dante sono continui: l’idea dell’allegoria, delle visioni (tipiche in realtà di tutta la poesia medievale) e l’uso della terzina dantesca.
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