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Canzoniere: Solo et penzoso i più deserti campi

Il trentacinquesimo sonetto del Canzoniere, scritto da Francesco Petrarca è intitolato "Solo et pensoso i più deserti campi", e come si evince dal titolo il motivo centrale è la ricerca della solitudine di luoghi selvaggi, mai calpestati da piede umano. Secondo Petrarca si cerca la solitudine quando si ha uno stato d'animo stritolato dall'amore e proprio nel momento in cui si è in preda all'amore che si ha voglia di trovare luoghi appartati. Il poeta fa intendere poi che l'amore , nonostante siamo soli in luoghi appartati, continua ad esistere dentro di noi.
Per questo sonetto, Petrarca prende spunto da Cicerone, ma soprattutto dall'Iliade del poeta greco Omero. Questa sua voglia di attingere a fonti latine e antiche verrà poi sottolineato e rimarcato da Sant'Agostino nel Secretum.
Per quanto riguarda la metrica vi sono degli Enjambement (quando un verso finisce nel successivo), e tali enjambement sono costituiti sempre da due termini che si accompagnano (per esempio: "come solo pensoso - passi tardi e lenti) molti dei quali sono anche sinonimi. Ci sono anche alcuni Iperbati, ossia lo spostamento della normale costituzione della frase che ha ruolo importante nel ritmo. Petrarca par raggiungere la perfezione stilistica si avvale di tutti gli artefici retorici.

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