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Solo et pensoso i più deserti campi

Solo et pensoso i piú deserti campi
vo mesurando a tardi passi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
4 ove vestigio human l’arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d’alegrezza spenti
8 di fuor si legge com’io dentro avampi:
sí ch’io mi credo omai che monti et piagge
et fiumi et selve sappian di che tempre
11 sia la mia vita, ch’è celata altrui.
Ma pur sí aspre vie né sí selvagge
cercar non so ch’Amor non venga sempre
14 ragionando con meco, et io co llui.

Sempre nelle rime in vita di Laura, c’è una visione dell’amore non completamente positiva. La tematica principale è quella del ruolo del paesaggio, ricorrente in Petrarca. Già dal titolo capiamo (i deserti campi) che c’è un paesaggio arido. Il campo deserto è un campo non fertile, sente la mancanza di qualcosa, non c’è nessuno, è abbandonato e solo, così come il poeta si sente. Il sonetto è quindi dedicato alla corrispondenza che il poeta sente tra se e il paesaggio, rivede nella natura la stessa solitudine che lui sente in sé. Le rime sono incrociate o chiuse nelle quartine, e ripetute nelle terzine.

Nelle prima quartina:
Cammina lentamente attraverso i campi deserti, dopo aggiunge che cerca posto non battuti da orme umane, ovvero per sua scelta cerca di stare in campi deserti, , cerca di stare in posti dove non ci sia nessuno, è lui che cerca la solitudine e questa non è imposta.
Adesso, nella seconda quartina, spiega il motivo della ricerca della sua solitudine: dice che non trova un altro riparo (schermo) che lo protegga dallo sguardo degli altri. Aggiunge poi che i suoi atti di allegrezza spenti (il suo modo di comportarsi è triste), e da ciò emerge ciò che sente dentro (avampa): brucia dentro perché soffre, ritiene di dover trattenere questo sentimento, l’amore, il poeta è innamorato ed è troppo evidente il suo amore, non può nasconderlo di fronte agli altri, che immediatamente si accorgono. Non devono vederlo perché laura è sposata, amore fuori dal matrimonio non consentito, ha preso i voti di castità, è sempre il conflitto interiore tra l’amore per Laura, e la parte di lui che gli dice che non dovrebbe amare una donna, quindi per sfuggire a questo conflitto interiore cerca la solitudine, così da non sentirsi giudicato dagli altri.
Nella prima terzina ritorna la tematica del paesaggio, dichiarata già nel primo verso. Dice che probabilmente la natura, la cita attraverso i monti-le spiagge- le selve, conosce l’interiorità del poeta più degli altri (è celata altrui=è nascosta agli altri); l’amore che cerca di nascondere agli altri è perfettamente noto alla Natura, che si accorgono di ciò che prova.
Nella seconda terzina, che inizia con un’avversativa, è un po’ una conclusione: lui prova a nascondere questo sentimento MA, anche se cerca i posti più selvaggi e aspri, non c’è nessun posto in cui l’amore lo abbandoni. A differenza di Boccaccio, Petrarca ha ancora un’idea stilnovista dell’amore, il cuore gentile che una volta innamorato non può più farne a meno: il suo Amore (A MAIUSCOLA) lo segue ovunque. Può fuggire agli occhi degli altri, ma non ai suoi, non può fare a meno di pensare alla donna amata.

Le tematiche

1. Paesaggio – stato d’animo: il paesaggio riflette quella che è l’interiorità del poeta. Il paesaggio descritto è aspro, perché lui ha bisogno di solitudine anche se con la solitudine comunque prova l’amore. In alcuni punti è anche vago: non ci dice di un luogo particolare (termini generici, monti ecc.), perché parla di noi tutti, non solo di lui, il poeta classico sa estendere a tutti ciò che prova, e vuole che qualsiasi lettore possa identificarsi in quel paesaggio, in quello stato d’animo. L’obbiettivo è quindi quello di descrivere paesaggi generici in cui chiunque può rispecchiarsi, ma che abbia riscontro nello stato d’animo: è un elemento moderno, che verrà ripreso con il Romanticismo all’inizio del 1800 (idea che la natura rispecchi lo stato d’animo di chi la osserva e ne resta colpito= idea romantica). In Dante non potremmo aver avuto la corrispondenza tra lo stato d’animo, perché nel Medioevo c’era l’idea che la natura fosse espressione di Dio, e l’uomo non poteva controllare il paesaggio, ma solo leggerne significati nascosti tramite la simbologia. In Petrarca c’è invece l’idea che quasi l’uomo ricopra il paesaggio a lui attorno, controllandolo. Introduce quindi l’idea della soggettività, l’idea che ognuno possa provare delle emozioni diverse di fronte a ciò che vede.

2. Amore  sempre verso Laura. Indicato come causa del conflitto interiore, non riesce a sfuggire all’amore ma sa che dovrebbe farlo, dovrebbe evitare di essere innamorato.

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