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Francesco Petrarca, Se lamentar augelli, o verdi fronde (Canzoniere, 279)


Testo


Se lamentar augelli, o verdi fronde
mover soavemente a l'aura estiva,
o roco mormorar di lucide onde
s'ode d'una fiorita et fresca riva,

la 'v'io seggia d'amor pensoso et scriva,
lei che 'l ciel ne mostrò, terra n'asconde,
veggio, et odo, et intendo ch'anchor viva
di si lontano a' sospir' miei risponde.

Deh, perché inanzi 'l tempo ti consume?
- mi dice con pietate - a che pur versi
degli occhi tristi un doloroso fiume?

Di me non pianger tu, che' miei dì fersi

morendo eterni, et ne l'interno lume,
quando mostrai de chiuder, gli occhi apersi».

Parafrasi


Se un pigolio di uccelli o uno stormire di verdi fronde
mosse dalla brezza estiva
o un mormorio sommesso di limpide acque,
si odono da una fiorita e fresca riva

ovunque io mi trovi seduto, [intento ] a scrivere, assorto nei miei pensieri d’amore,
la donna, voluta dal cielo sulla mia strada e che ora riposa sotto la terra,
io vedo e la intendo, come fosse ancora viva,
rispondere ai miei pensieri, pour essendo così lontana.

Deh! perché prematuramente ti consumi?
– mi dice con pietà – quale scopo continuamente versi
tante lacrime dai tuoi occhi tristi?

Non piangere per me [a causa della mia scomparsa], perché i miei giorni
morendo, si sono fatti eterni, e quando sembrò che io chiudessi gli occhi,
in realtà io li apersi [alla luce di Dio].

Commento


Quando Petrarca scrive questo sonetto, Laura è ormai morta, ma egli continua a pensarla e ad amarla come se fosse ancora viva. L’inconsolabile dolore del poeta si contrappone ad un paesaggio che ha il connotati della donna: gli uccelli che pigolano, le verdi fronde che ondeggiano, l’acqua cristallina che scorre, la riva del ruscello coperta di fiori. Da parte sua, Laura assume il ruolo di consolatrice, ricordando che ora si trova in una condizione di beatitudine. Questi due temi, all’interno del sonetto, si sviluppano in due momenti diversi: le quartine ci presentano un poeta ancora innamorato, sofferente a causa della mancanza della donna, mentre nelle terzine è Laura che prende la parola per esplicitare il suo ruolo consolatore. Purtroppo, il punto di vista del poeta e quello di Laura sono opposti ed il loro contrasto è insanabile: Petrarca non è in grado di staccarsi dall’immagine terrena che egli ha della donna amata. D’altra parte, al poeta non è sufficiente sapere che Laura è felice: il suo dolore sarà sanato solo quando anch’egli si potrà ricongiungere con la donna in un’eterna beatitudine: in conclusione si tratta del conflitto fra religione e razionalità.
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