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Il Canzoniere: diario o romanzo d’amore?


Per alcuni critici, nel Canzoniere è presente una finzione narrativa, ovvero Petrarca non si limiterebbe a descrivere i propri sentimenti perché spesso ricorda quanto è successo e prevede ciò che accadrà. Per esempio, in un gruppo di sonetti egli ha il presentimento che Laura morirà creando, così, attesa nel lettore, proprio come succede nei romanzi.
A volte, invece, i momenti della storia d’amore con Laura si confondono dal punto di vista cronologico: per esempio, prima Petrarca canta il primo incontro, poi l’anniversario, poi in un sonetto successivo Laura ormai è morta, in seguito appare un dubbio sul fatto che l’amore spirituale sia legittimo e interviene la Ragione per convincere il poeta a rimandare l’amore nel momento in cui la sua età sarà più matura (ma ormai siamo al sonetto 360/366). Quindi, è impossibile trarre dalla successione dei sonetti un filo conduttore che li unisca in modo coerente e questo crea nel lettore un senso di disorientamento. Da questo deriva la contraddittorietà presente nell’opera.
Potrebbe essere definito diario d’amore perché contiene la registrazione esatta di date o ricorrenze concrete che sono legate a Laura. Tuttavia, tutte queste notizie passano attraverso la memoria del poeta, sono idealizzate e quindi perdono di concretezza.
Potrebbe essere definito un romanzo d’amore perché nei sonetti troviamo il ricordo, il poeta fa delle previsioni creando così attesa nel lettore su quando si presuppone succederà. Tuttavia, all’interno dell’operasi notano delle contraddizioni e manca pertanto il filo conduttore che lega sempre i fatti in un romanzo.
Il centro dell’attenzione del Canzoniere non è Laura e nemmeno l’amore fra Laura e il Petrarca perché Al poeta interessa solo analizzare il suo “io” ed il suo dissidio interno fra quello che è e quello che vorrebbe essere. Infatti nel Canzoniere, il poeta parla soltanto di sé e continuando sulla scia delle Familiares e del Secretum, l’elemento che caratterizza l’opera è l'osservazione diretta ed analisi della propria interiorità rappresentata da pensieri, sentimenti, desideri, pulsioni, stimoli. L’introspezione psicologica è quindi dominante.
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