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La ‘Lettera ai posteri’ (scritta nel ‘51)

Periodo della vita: è già chierico e ha già superato la fase di depressione, viaggiava e non era ricco.
Scritta da Petrarca in età avanzata per chi leggerà le sue opere in futuro: lui si affida all’idea che qualcuno avrebbe letto le sue opere, rispetto ad altri autori era più consapevole delle sue capacità e gli dedica una lunga lettera, forse per paura di un eventuale fraintendimento del suo messaggio.
Lui all’inizio dice qualcosa riguardo a cosa lui vedesse riguardo al suo carattere: non sappiamo se fosse davvero così, lui è una fonte primaria non attendibile, ma l’immagine che da di se ci dice qualcosa comunque del poeta, quello che lui vuole che noi ricordiamo di lui.
All’inizio della prima frase fa il modesto, ma si augura che qualcuno voglia leggere la sua lettera, e dice di voler chiarire due cose: qualcosa su lui stesso, e qualcosa sulle sue opere. Lui sente la necessità di dare chiarimenti perché non sempre chi parla di un autore o delle sue opere lo fa seguendo la verità, ma lo fa seguendo un capriccio. Non c’è l’idea del relativismo di Boccaccio, la verità è una, i diversi punti di vista non sono considerabili veritieri.

Parte dicendo la sua classe sociale, né elevata né bassa, nasce e cresce come classe elevata ma nell’ultimo periodo della sua vita non è più così ricco, classe medio-alta.
Passa poi all’aspetto fisico, dicendo che era piacevole, era sano ma adesso era costretto ad usare gli occhiali per la vecchiaia, così come era pieno di dolori causati dall’età avanzata.
Petrarca ci dice che non amava la ricchezza e in particolare le preoccupazioni che ne derivano: contatto con altri ricchi, darsi da fare per ottenere soldi con cui vivere, non amava i banchetti anche se in giovane età si, frequentava corti e banchetti francesi, e amava molto la compagnia nell’età in cui parla.
Importante è l’amore o a cui fa riferimento: probabilmente è Laura, la donna del Canzoniere, unico amore PURO (ha due figli illegittimi con due donne, ma non si riferisce a loro proprio perché con ‘puro’ indica mai consumato); verso i 40 anni (nel 43, a 39 anni, ha crisi spirituale) smette di seguire la sua libidine (rinuncia alle donne, abbraccia il voto di castità completamente, anche se già quando 12 anni prima aveva preso i voti da chierico avrebbe dovuto prenderli).
Petrarca è conosciuto come il fondatore della filologia: lo studio dei testi classici che devono essere ricostruiti secondo la loro versione originale. È importante perché per esempio dante la cristianizzava, non gli interessava il ruolo di Ulisse, Minosse o altri personaggi classici, ma il ruolo che potevano avere nella sua opera. Quindi mentre nel medioevo i classici non erano considerati come dovevano esserlo, secondo ciò che dovevano dire effettivamente ma venivano cristianizzati; nel Rinascimento invece erano validi senza riferimenti al cristianesimo. Gli amanuensi modificavano o cancellavano ciò che andava contro al cristianesimo.

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