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Il canzoniere

L'opera di gran lunga più importante tra le molte di Petrarca è il Canzoniere. Soltanto in quest'opera e nei Trionfi il poeta utilizza il volgare e non il latino. Egli indicava i testi lirici in volgare usando un titolo latino, ed evitò di promuoverne la diffusione. Il Canzoniere diviene in tutte le letterature europee un modello da studiare e imitare: nasce il petrarchismo.
La novità del canzoniere consiste nella valorizzazione dell'interiorità dell'io. In particolare l'ideologia cristiana dell'autore è in lotta con le sue pulsioni erotiche. La nuova dimensione di interiorità è segnata dal desiderio e dalla memoria, con una percezione dolorosa del trascorrere del tempo.
Tema principale e caratteristico del libro è l'amore per Laura, la cui morte segna un punto di svolta nella struttura dell'opera. Il canzoniere è formato da 366 testi lirici, in prevalenza sonetti e canzoni, liberamente alternati. Ma lo stile petrarchesco ha una sua originarietà al pari dello stile dantesco, benchè possa definirsi opposto rispetto a esso. Mentre in Dante dominano il plurilinguismo e il pluristilismo, in Petrarca prevalgono invece il monolinguismo e il monostilismo: la ricerca del poeta è puntata sull'intensificazione espressiva e al tempo stesso sulla soavità formale, da raggiungere attraverso una selezione del lessico, delle forme metriche, delle soluzioni stilistiche. La lingua della poesia tende a presentarsi con i caratteri di una lingua fuori del tempo, immutabile e superiore.

La composizione: struttura datazione, titolo.

Il canzoniere si presta come una raccolta ordinata di 366 componimenti poetici: 317 sonetti, 29 canzoni, 9 sestine, 7 ballate e 4 madrigali. La struttura nella quale oggi leggiamo l'opera è quella organizzata da Petrarca nell'ultimo anno di vita. L'attività correttoria del poeta conferma che la raccolta di liriche non era concepita dal poeta come un insieme casuale ma come un libro organico, in cui ogni testo conta, oltre che per sé anche per il rapporto che stabilisce con tutti gli altri, e in particolare con quelli congiunti per posizione o argomento.
Le 366 poesie possono essere lette come un diario, un'autobiografia, il racconto dell'amore per un' unica donna. Infatti Laura è molto più di una Beatrice o di una donna dotata di una sua riconoscibile personalità, cioè esprime un complesso insieme di temi ideologici e culturali.
Oltre all'amore per Laura vengono anche rappresentati il tema dell'amicizia, quello del ruolo del nuovo intellettuale, e soprattutto, quello politico. Il tema politico, il più importante fra quelli extra-amorosi, scompare nella seconda parte della raccolta, quella delle rime in morte di Laura.

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