Erectus 492 punti

Chiare, fresche e dolci acque


Chiare, fresche e dolci acque è una canzone scritta da Francesco Petrarca, formata da cinque strofe di tredici versi, di cui quattro endecasillabi e nove settenari. All’interno di ogni stanza i versi formano una “fronte” con schema abCabC e una sirma con schema cdeeDfF. La canzone termina con un congedo di tre versi, due endecasillabi e un settenario, riprendendo esattamente gli ultimi tre versi della sirma.
Petrarca, nella prima strofa, si rivolge agli elementi della natura che si trovano proprio nei luoghi frequentati da Laura, la sua amata. È quindi la memoria del poeta che ricorda l’immagine di Laura mentre percorre quei luoghi. Non a caso, questa stanza è ricca di aggettivi che descrivono la donna e il paesaggio. La seconda stanza invece è caratterizzata dal desiderio del poeta di essere sepolto nei luoghi frequentati da Laura al momento della sua morte. In questa strofa, ai versi 17-18, si può trovare un enjambement, il cui scopo è quello di mettere in risalto la fragilità del corpo e collegare l’aggettivo meschino al sostantivo divino. Una caratteristica importante del testo è la descrizione del paesaggio, ottenuta tramite l’utilizzo di pochi elementi naturali, prevalentemente al plurale, come acque, aere, pietre, rami e onde. Alcuni oggetti rimandano alla descrizione di Laura (belle membra, bel fiancho, angelico seno) mentre e altri alla descrizione del paesaggio (dolci acque, gentil ramo, aere sacro). Il tema della sofferenza del poeta, della sua morte e sepoltura e del futuro ritorno di Laura in quei luoghi già percorsi dalla stessa è messo in risalto da aggettivi, verbi e parole dal suono aspro, riconducibili allo stile dantesco delle “rime petrose” (meschino corpo, morte cruda, carne travagliata, pietà, pietre e m’impetre).
Hai bisogno di aiuto in Petrarca?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email