Video appunto: Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo


All’interno di questo appunto viene riportata l’analisi del testo del sonetto n. 267 dell’autore Francesco Petrarca: “Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo” facente parte dell’opera “Canzoniere”. All'interno del sonetto petrarchesco vengono riportate anche delle informazioni biografiche molto sintetiche dell'intellettuale Francesco Petrarca, inoltre viene effettuata un'analisi con elenchi puntati della sua opera letteraria più importante che è Il Canzoniere, dedicata alla sua musa ispiratrice, ovvero Laura.
Del sonetto “Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo” viene anche riportato il testo della celebre poesia, di cui viene fatta un'accurata analisi per punti relativa al suo significato, i temi che nelle linee generali tratta.

Indice
Biografia di Francesco Petrarca
Le sue opere letterarie
Il Canzoniere di Francesco Petrarca
Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo

Biografia di Francesco Petrarca



Informazioni salienti sulla vita dell’autore del sonetto Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo:

  • nacque il 20 luglio del 1304 ad Arezzo;

  • fu un grandissimo rimatore, scrittore e anticipatore dell’umanesimo italiano;

  • la sua vita si svolgeva in parte in Italia e in parte in Francia;

  • nel 1341 ottenne la laurea poetica a Roma;

  • morì ad Arquà il 19 luglio del 1374.




Le sue opere letterarie



Il suo panorama artistico fu molto articolato, egli scrisse le seguenti opere oltre a Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo:

Opere in volgare


  1. Il Canzoniere

  2. I Trionfi



Opere scritte in versi latini




  1. L'Africa

  2. Il Bucolicum carmen

  3. Le Epistolae metricae

  4. Psalmi penitentiales



Opere latine in prosa


  1. Il De viris illustribus

  2. I Rerum memorandarum libri

  3. Il Secretum

  4. Il De vita solitaria

  5. Il De otio religioso

  6. Il De remediis utriusque fortunae

  7. Invectivarum contra medicum quendam libri IV

  8. De sui ipsius et multorum ignorantia

  9. Invectiva contra cuiusdam anonimi Galli calumnia

  10. Epistolae




Il Canzoniere di Petrarca



Le parti più importanti dell’opera Il Canzoniere, di cui fa parte anche il sonetto “Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo” sono le seguenti:


  • Viene scritto dall’autore Petrarca come un insieme di frammenti in lingua volgare. Esso è riconosciuto anche con il titolo in lingua latina “Rerum vulgarium fragmenta”;

  • Al suo interno è raccontato, mediante l’utilizzo della poesia, il lato più segreto della vita di Petrarca, definito poeta coronato con l’alloro;

  • L’opera non fu scritta tutto d’un fiato ma in intervalli differenti della vita di Petrarca che vanno dal 1336 al 1374.

  • L’opera si compone di 366 testi in lingua italiana ed è ritenuta come l’opera che rappresenta maggiormente la cultura dell’Italia grazie ai temi che vengono affrontati in modo toccante e profondo, non solo dal punto di vista linguistico ma anche per quanto riguarda il pensiero e il desiderio di una presunta liberazione futura.

  • Tra gli autori troviamo Giacomo Leopardi che conferisce alla poetica di Petrarca un importante contributo: egli inizia in modo classico e riproduce la canzone Petrarchesca rinnovando la sua struttura.

  • Protagonista del sonetto: Laura

  • Laura era una donna di nobili origini, amata da Francesco Petrarca. I due si conobbero nella chiesa di santa Chiara e da li il poeta la utilizzò come sua musa ispiratrice;

  • Ella viene descritta con caratteristiche fisiche che però non permettono di creare una figura reale di se stessa;

  • L’autore le dedica alcuni dei sonetti presenti all’interno del Canzoniere;

  • Si tratta di un amore molto tormentato, perché lei era considerata come la perfezione che porta alla contemplazione celeste;

  • Alla fine la donna morì nel 1348 a causa della peste.



Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo



In sequenza è presentato uno dei sonetti che compongono l’opera: “Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo”.

Sonetto n. 267 del Canzoniere di Francesco Petrarca: “Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo”



Ecco il testo de

“Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo”



Oime il bel viso, oime il soave sguardo,
oime il leggiadro portamento altero;
oime il parlar ch’ogni aspro ingegno et fero
facevi humile, ed ogni huom vil gagliardo!
et oime il dolce riso, onde uscio ‘l dardo
di che morte, altro bene omai non spero:
alma real, dignissima d’impero,
se non fossi fra noi scesa si tardo!
Per voi conven ch’io arda, e ‘n voi respire,
ch’i’ pur fui vostro; et se di voi son privo,
via men d’ogni sventura altra mi dole.
Di speranza m’empieste et di desire,
quand’io parti’ dal sommo piacer vivo;
ma ‘l vento ne portava le parole.



Esso rappresenta il primo testo che Petrarca decide di scrivere subito dopo la morte di Laura, la donna amata. Dalla modalità di scrittura è definito come un vero e proprio lamento di dolore che si manifesta dopo la morte di una persona casa.
Dal punto di vista strutturale, l’opera la si può dividere in due parti:


  • Le Quartine, in cui è presente il “pianto” in forma scritta del poeta. Qui Petrarca dedica l’attenzione ad alcune caratteristiche della donna però in modo personificato, esprimendo tutto il suo dolore poiché non potrà più rivederli come un tempo;

  • Le Terzine: in questa parte l’autore di rivolge alla donna però richiamando il passato.



All’interno del sonetto è possibile notare i cambiamenti subito da Laura dopo la sua morte:

  1. Quando era ancora viva, la donna viene descritta da Petrarca come una donna dal carattere molto articolato, dubbioso, volubile, di cui lo stesso autore faceva fatica a comprendere;

  2. Dopo la tragica morte, a causa della peste, Laura è come se fosse in grado, solamente dopo la morte, di dare dei chiarimenti sugli atteggiamenti che aveva in vita. Per di più Laura assume una la posizione di “parte attiva” nel sonetto: ella infatti cerca di rasserenare Petrarca, cercando di rincuorarlo per poi avere un ricongiungimento in un futuro lontano in cielo.



E’ presente una modifica dell’Io lirico, poiché il poeta cerca di riprendere in mano il rapporto che aveva con Laura per guardarlo da un’altra prospettiva, magari migliore di quella precedente. La perdita della donna amata per il poeta è stato come un segno per raggiungere quasi la perfezione cristiana. Nello specifico:

  1. Da una parte emerge il rifiuto da parte di Laura che causava nel poeta profondo sconforto ma tutto ciò è stato fondamentale per tirarlo fuori dall’immoralità.

  2. Dall’altra parte la tensione amorosa e il desiderio carnale del poeta inizia ad affievolirsi fino a lasciare spazio alla tensione religiosa. Questa donna tanto amata rappresenta l’unica figura che possiede le caratteristiche necessarie per condurlo in questo nuovo percorso di fede.



A cura di Anny.