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Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono’ (ca. 1350)

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ’l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,

del vario stile in ch’io piango et ragiono 5
fra le vane speranze e ’l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente 10
di me medesmo meco mi vergogno;

et del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto,
e ’l pentersi, e ’l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.

Il primo sonetto Petrarca lo dedica ai lettori, e fa da introduzione poiché parla di ciò in cui tratterà nell’opera ed è stato composto dopo la morte di Laura: l’amore per lei è visto come amore lasciato nel passato, e c’è anche la visione del suo amore per Laura come un giovanile errore.

Nelle Quartine: si rivolge a noi.
ci dice che noi ascoltiamo in rime sparse : Fragmenta, idea che le poesie sono gettate in modo quasi casuale, anche se non è del tutto casuale (ci ha lavorato fino alla morte), apparentemente sembra tutto ‘sparso’; rime di cui lui riempiva il suo cuore, che esprimono l’interiorità del poeta: è una cosa molto importante, perché ‘me’ e ‘io’ viene usato molto spesso da Petrarca, ci fa capire che le sue poesie sono frutto della sua sofferenza. Il suo scopo non è tracciare un cammino di salvezza per gli uomini, come fa dante, il cui scopo era di dare un modello agli uomini, lui non vive gli eventi che descrive, tutto era costruito; in Petrarca il centro della poesia è ciò che lui effettivamente ha provato e vissuto, l’amore per Laura è un modo per descrivere se stesso e la sua interiorità, elemento pre-umanistico fondamentale, la riflessione su di sé, l’ IO LIRICO (poeta parla di se). Petrarca, esprimendo sé stesso, esprime molto della natura umana in generale, i suoi sentimenti, descritti nell’opera, sono comuni all’essere umano in quanto tale.
Il motivo dei sospiri era il suo primo giovanile errore, l’amore per Laura: lo definisce errore già da anziano, quando già si era staccato dalle cose terrene (lettera ai posteri) perché si pente dei suoi comportamenti precedenti, terreni e materiali; dice infatti di essere un uomo diverso rispetto a prima, e riguardando al passato e all’amore per laura, lo vede sotto una luce diversa.
Attraverso questo stile ‘vario’ dice che esprime ciò che ha provato;
‘ le vane speranze e il vano dolore’ : sono cose terrene che passano, sono inutili perché legate a ciò che è terreno: visione di lui anziano, man mano che viveva le sue esperienze non si sentiva un peccatore come ora, dice che avere speranze per il futuro non era importante.
Negli ultimi due versi della seconda quartina spera che se fra i lettori qualcuno ha provato quello che lui ha provato, e che lo comprendano e non lo condannino per i suoi sentimenti terreni: non sa che diventerà famoso proprio perché ha parlato dei suoi sentimenti.
Nelle terzine rsprime chiaramente la riflessione sul suo pentimento: era schernito per il suo amore dagli altri, e se ne rende conto ora e se ne vergogna, cosa che non gli interessava prima.
‘ di me medesimo meco mi vergogno’ : allitterazione e poliptoto (ripetizione della stessa parola declinata diversamente); si vergogna di sé stesso e con sé stesso: non solo gli altri lo condannano, ma lui stesso lo fa.
Quando si pente si rende conto di una cosa (nel verso finale condanna ciò che aveva provato in passato): i piaceri terreni sono come un breve sogno, inafferrabile e non davvero reale, che fuggono facilmente.

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