Ominide 2147 punti

Il futurismo

La nascita del Futurismo italiano è oggetto di discussione. In generale la sua nascita viene fatta risalire al 1909 con la pubblicazione, ad opera di Filippo Tommaso Marinetti, del Manifesto del Futurismo.
Il Futurismo terminerà poi con l’avvento del fascismo che neutralizzerà ogni elemento considerato “anarchico” ed “eversivo”.

I cardini del Futurismo:
A. Il cardine dell’ideologia letteraria del Futurismo è la teoria delle PAROLE IN LIBERTA’, che Marinetti espose nel manifesto “Manifesto tecnico della letteratura futurista”. La poesia, secondo Marinetti, non può essere espressione di sentimenti né conformarsi alla linearità e alla chiarezza classiche, ma deve esprimere il dinamismo della nuova civilità delle macchine, adattandosi ai ritmi della vita moderna ed eliminando, tramite la simultaneità, ogni sensazione di stasi e pausa. La tecnica letteraria corrispondente a questo tipo di poesia è quella delle “parole in libertà” e della “immaginazione senza fili”.

Le parole in libertà non seguono l’ordine convenzionale ed alternano la posizione orizzontale e verticale con caratteri tipografici diversi, che ne raddoppiano la forza espressiva.
Le parole in libertà e l’immaginazione senza fili hanno come assiomi la distruzione dell’io, l’abolizione della punteggiatura, dei legami sintattici, dell’aggettivo e dell’avverbio, l’uso del verbo all’infinito, dell’onomatopea, dell’analogia e dei segni matematici.

B. Partendo dalla frantumazione della parola sulla pagina, i poeti futuristi iniziano a giocare con lo spazio nel foglio. Il secondo cardine della letteratura futurista è l’aspirazione ad un’arte totale che fonda scrittura e immagini e accosta liberamente lettere, parole e segni grafici.
Si spiegano così gli esperimenti di Paroliberismo figurativo condotto da alcuni futuristi e dallo stesso Marinetti.

N.B. Paroliberismo: poeti che cercano di parlare di guerre in modo nascosto, con per esempio, disegni associati alle parole scritte sul foglio in totale libertà.
Ha origine nei calligrammi di Apolliner.
Un esempio di Paroliberismo è il Palombaro di Govoni. Nel Palombaro il poeta, anticipando l’odierna tendenza pubblicitaria dell’immagine associata allo slogan, accosta ad ogni tipo di immagine più di una definizione, per esprimere la pluralità delle apparenze del mondo: una plurivalenza di significati viene così tradotta in linguaggio visivo.

E’ impossibile stabilire un ordine di successione delle parole, che alternano caratteri tipografici di varia grandezza e creano nella poesia un labirinto di linee orizzontali, verticali e ondulate.
Govoni non è né futurista, né crepuscolare.

Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico 800 e 900?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email