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Guido Gozzano -La vita


- Nasce a Torino nel 1883 e muore di tubercolosi nel 1916.
- Nel 1907 esce la prima raccolta di versi, “La via del rifugio”; nel 1922 esce la raccolta “Colloqui”.
- 1912: compie un viaggio in India per trovare sollievo al suo male (tubercolosi).
- Il suo stile è caratterizzato da un distacco ironico, che conduce ad uno straniamento della realtà: egli tende ad allontanare e a rimuovere il rapporto con la realtà, mediando attraverso lo schermo della finzione letteraria.
- Considera l’arte come artificio, in senso decadente, che però non permette la creazione di mondi alternativi attraverso la ricerca di valori estetizzanti; la letteratura è il solo modo per sfuggire alla negatività del presente, tuttavia non può evitare quel processo di degradazione in cui l’intera realtà sembra coinvolta. Da questo paradosso nasce il suo intento di salvaguardare il valore della poesia in un mondo in cui la poesia stessa ha perso la sua ragione d’essere.
- La figura del padre è assente per lui, perciò tale figura è rappresentata da d’Annunzio, che vorrebbe imitare, ma da cui vuole distaccarsi (vedi tema dell’inetto); avrà inoltre una relazione sentimentale difficile con una femme fatal dannunziana (Amalia Guglielminetti).

I Colloqui


La raccolta ripercorre poeticamente l’itinerario intellettuale ed esistenziale del poeta; il titolo è lo stesso dei componimenti con cui si apre e chiude l’opera. Già dal titolo della sua raccolta si vede la distanza con d’Annunzio, che per la sua raccolta aveva scelto un titolo più importante ed elevato (Alcyone).

La Signorina Felicita ovvero la felicità


- E’ il simbolo della poetica di Gozzano e dell’intero Crepuscolarismo, poiché sono presenti tutti i temi principali di questo movimento (anti-dannunzianesimo, malattia, rifiuto del ruolo del poeta, fascino per il banale quotidiano, continua tendenza all’ironia e alla parodia di se stesso).
- E’ divisa in 8 sezioni ed è una storia immaginaria di una vicenda quotidiana medio-borghese: il protagonista è Gozzano che si raffigura come un avvocato in vacanza nel Canavese, dove si innamora di Felicita, una ragazza molto semplice a cui non importa più di tanto del suo aspetto esteriore.
- La prima strofa in cui si rivolge alla donna introduce il motivo della memoria; inoltre la presentazione dei personaggi assume un carattere borghese.
- Nelle strofe successive vengono ricreate le immagini del paesaggio canavesano, in particolare di villa Amarena; questa villa porta con sé i segni di un passato decrepito, da cui deriva il senso di tristezza e quasi di morte, che tuttavia sono per il poeta motivi di fascino.
- Il trascorrere del tempo però ha prodotto un altro effetto: ha sovrapposto al passato i segni del presente: l’antica villa è diventata ora una dimora borghese.
- Emerge il gusto di Gozzano di accostare elementi contrastanti, e il suo gusto per la semplicità.
- Nella terza strofa presenta Felicita: questa ragazza non può stare al passo con le altre belle donne torinesi, però rappresenta una vita tranquilla e serena; ne sottolinea l’aspetto poco attraente, che tuttavia attrae il poeta, ma questa attrazione nasce come opposizione ai canoni convenzionali della bellezza femminile. Felicita riesce a incarnare un ideale di vita sana, lontano dagli intellettualismi da cui il protagonista è legato.

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