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Le avanguardie

Il contesto storico delle avanguardie è dal 1900 allo scoppio della prima guerra mondiale. In questo periodo c’è il cosiddetto periodo della belle époque (Mouline Rouge ad esempio); è un periodo di benessere, di divertimento, di spensieratezza, prima di entrare al conflitto mondiale.
In questo decennio si ha il vero crollo del positivismo. Nel decadentismo già c’era l’opposizione al positivismo, ma ora c’è proprio il superamento Questo perché nuove teorie mettono in dubbio le convinzioni del positivismo: quella di Sigmund Freud e quella di Einstein (relatività). Per quest’ultimo tutto è relativo e niente e certo; questo è il contrario del positivismo. Freud dice che la mente umana ha una zona oscura, irrazionale, incontrollabile, l’inconscio: una sorta di scatola nera in cui il cervello immagazzina ricordi che razionalmente non abbiamo, ma nel momento opportuno e inconsciamente, vengono fuori. Questa zona oscura della mente, scatena le nevrosi, anche i tic.
Freud in un campo ed Einstein in un altro mettono in crisi le certezze affermate dal positivismo. Il definitivo superamento del positivismo si ha quindi nel XX secolo.
Freud dice che la vita psichica dell’uomo si sostiene su un delicato equilibrio tra 3 livelli: l’es, l’io e il super io. Le prime due parti sono l’inconscio, i traumi che la mente ha rimosso. Tutti noi abbiamo avuto dei traumi che abbiamo dimenticato, ma la coscienza li ha immagazzinati. L’io è la conoscenza che ho di me, quello che sono e che ricordo di me. Il super io è ciò che mi circonda, l’insieme degli insegnamenti che mi hanno costruito e che ho assimilato sin dalla prima infanzia. Il super io è quello che mi forma, l’ambiente esterno e le norme morali che mi vengono insegnate.
Quando non c’è equilibrio tra l’es, l’io e il super io, c’è la nevrosi, che si presenta anche con i tic. Essa si cura con la psicanalisi, che guarisce attraverso il sogno, che è il momento in cui non ho più freni, quando sono io realmente. La tecnica psicanalitica che Freud mette appunto è quella di scoprire l’inconscio, ma in quanto tale non posso analizzarlo quando sono sveglio e razionale, ma solo in una fase inconscia, il sogno.

Con la psicanalisi si studia la zona inconscia attraverso il sonno: nel sonno (quindi il sogno) il super io viene liberato, si libera la morale; tutte le strutture che sono nel proprio modo di comportarsi vengono liberate; i sogni sono senza censura, la morale non esiste. È quindi attraverso il sogno che si può analizzare la nostra personalità. Si parla infatti di ipnosi, durante la quale studiamo l’inconscio delle persone. Questa zona inconscia anche i lapsus e le dimenticanze sono sintomi nevrotici. Le teorie di Freud influenzano la letteratura del ‘900, come Svevo o Bergson. Per Pirandello la vita è un continuo flusso, un continuo divenire; questa è un’altra teoria che mette in crisi il positivismo, per il quale ci sono solo certezze, razionalità, non inconscio.

A livello culturale emergono nuovi intellettuali, nuovi giovani molto focosi, attivi, soprattutto nel momento di decidere se entrare in guerra o no. Tutti i nuovi intellettuali sono favorevoli all’entrata in guerra dell’Italia. Essi sono tutti della media-bassa borghesia e cercano un modo per emergere dalla massa. Tra queste troviamo le avanguardie storiche, che si vengono a distinguere dalle avanguardie più recenti. Avanguardia è un termine militare e rappresenta coloro che vanno alla scoperta, davanti a tutti. Questo termine viene usato in letteratura per designare soprattutto 3 gruppi: i futuristi, i crepuscolari e i vociani. I futuristi vogliono subito andare verso il futuro, però questo nome sta a significare una rottura totale con il passato che può avvenire solo con una distruzione totale di arte, letteratura (distruzione biblioteche), dei musei, entrare in guerra quindi. Questi ragazzi sono anche esaltati e violenti: ogni loro uscita serale finisce in rissa, distruggendo i locali dove si riunivano.

Le avanguardie hanno anche la caratteristica di annunciarsi al pubblico, con un manifesto. Esso esce ad opera di Filippo Tommaso Marinetti nel 1909 su una pagina de “Le Figaro”, il giornale più famoso di Francia. Il manifesto del futurismo è un inno alla distruzione. Questa distruzione col passato deve avvenire con una distruzione totale di tutto ciò che lo rappresentava: i musei, le biblioteche, i professori (insegnano il passato), i ciceroni ecc. Questo va eliminato con la guerra, la sola igiene del mondo, l’unico modo per cancellare il passato, la storia e ricominciare da capo dal ‘900 in poi. Il futurismo e le altre avanguardie non sono movimenti esclusivamente letterari; sono soprattutto artistici. L’espressione artistica cambia come cambia la letteratura. Viene rappresentato soprattutto il movimento. Il dinamismo si rifà al filosofo Bergson.

Le premesse di queste avanguardie sono la filosofia di Nietzsche (esaltazione della volontà), di Bergson (la vita è un ciclo continuo, una realtà in continuo movimento, che si può conoscere solamente con l’intuizione). Sono tutte queste filosofie, che insieme alle teorie di Einstein e Freud, distruggono il positivismo e portano al modernismo e alla modernità in tutte le sue sfaccettature. Il passato vuole essere eliminato: il modernismo inizia oggi. Con l’affermazione “eliminiamo anche il chiaro di luna” (Leopardi), si intende che si vuole eliminare anche il romanticismo.
I futuristi sono molto violenti: si ubriacavano e facevano risse. Mentre d’Annunzio cerca di coinvolgere la massa convincendola ad entrare in guerra, i futuristi li convincono con le botte (o con noi o contro di noi). La bellezza è rappresentata dalla velocità. Quando si parla di automobile l’articolo è senza apostrofo, questo perché all’inizio del ‘900 l’automobile era maschile; diventa femminile con d’Annunzio che ne paragona la bellezza con quella femminile. Marinetti dice che la macchina è molto più bella con la sua velocità e il suo suono di un’opera classica. Eliminando il passato si dice che è più bella la modernità.
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