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Nel 1861 ( unità d’ Italia) nasce Italo Svevo. Svevo è contemporaneo a D'Annunzio nonostante sembrino lontanissimi e molto diversi tra loro. Sembra quasi che D’Annunzio chiuda un secolo e Svevo ne apra un altro. D’annunzio “chiude” un mondo ottocentesco mentre Svevo inaugura il romanzo novecentesco. D’Annunzio spettacolarizzava tutto, la propria vita e anche le proprie opere e fa dell’opera d’arte uno spettacolo vivendo un vi vere inimitabile mentre per Svevo lo svolgimento e la vita era interiore, per lui la letteratura non doveva essere esibizione ma essere scrittura concepita fuori da ogni estetismo, addirittura la letteratura diventa quasi una pratica terapeutica, cioè si scrive per curarsi. Dì annunzio tende al sublime mentre Svevo all’umoristico, D’Annunzio ha un lessico alto, ricercato e artificioso mentre l’ altro basso e lievemente comico. D’Annunzio vuole conservare l’ aureola mentre Svevo è consapevole di averla persa. Svevo a differenza dei giovani che scrivevano su la “Voce” un quotidiano dove miravano a distruggere il romanzo a favore della prosa frammentata, lui non respinge il romanzo ma lo rinnova tanto da creare il romanzo novecentesco costruendo il Romanzo d’ Avanguardia. Con la coscienza di Zeno sostituisce al tempo oggettivo quello della coscienza e del monologo interiore ( con l’ influsso di Bergson e Marcel Proust) Distrugge la trama tradizionale, non c’è più un intreccio e struttura la vicenda su una successione di una serie di temi. Non scrive in ordine cronologico ma in base a tematiche. Nella coscienza di fatti le tematiche sono: Prefazione, Preambolo, il fumo, la morte del padre, il matrimonio, la moglie e l’ amante, storia di un associazione commerciale e psicoanalisi. Il protagonista è Zeno Cosini e Svevo si concentra su un unico protagonista in cui si analizza l’ interiorità. Svevo fu il primo ad avvicinarsi alle strutture romanzesche del 900 come fecero Kafka (con la Metamorfosi) Proust (Alla ricerca del tempo perduto, importante per la memoria) , Joyce (L’ Ulisse da cui Svevo riprende il flusso di coscienza) e Musil (L’ uomo senza qualità che riguarda l’ inettitudine). Introduce in Italia il romanzo moderno ma dei nostri autori del 900 è il più conosciuto all’ estero. Fu per molto tempo ignorato e dobbiamo la sua fama a Joyce in europa e In Italia grazie a Montale che scrisse un saggio dedicato a Svevo.


La vita

Italo Svevo nacque a Trieste nel 1861 che ancora non era città italiana e lo sarà dopo la prima guerra mondiale con il trattato di Saint Germain. La sua era una famiglia agiata ebrea Il suo vero nome era Aron Hector Schmitz ma si fermava con uno pseudonimo cioè Italo Svevo, Italo per il legame con l’ Italia e Svevo per il legame legato all’ Austria. Il padre di fatti era austriaco e la madre italiana. Studiò in una scuola commerciale del paese e dopo in un collegio della Baviera dove imparò il tedesco. Nel 1980 Svevo si impiegò in una banca a Trieste e allo stesso tempo legge romanzi francesi come Balzac (La commedia umana), Stendhal ( Il rosso e il nero), Flaubert (Madame Bovary) e Zola (romanzo sperimentale e l’ Assommoir). Per gli italiani invece Boccaccio (Decameron) Machiavelli (Il principe) Guicciardini. Studiò anche Schopenhauer e Darwin. Si avvicinò anche al socialismo e al naturalismo. 1885 divenne amico di Umberto Veruda un pittore e Svevo fu ispirato da esso tanto da riportarlo in un personaggio di Senilità: Stefano Balli. Nel 1892 morì il padre e incontra la cugina Livia Veneziani che sposerà . La moglie era figlia di un imprenditore che aveva una fabbrica di vernici per navi. Quindi grazie a questo matrimonio Svevo fa il salto sociale dalla piccola borghesia all’ alta borghesia. Nel 1898 pubblica su un giornale(irredentista, cioè volevano la liberazione di Trieste) triestino “ L’ indipendente” il suo secondo romanzo, Senilità ma fu un insuccesso. Il matrimonio lo allontanava dalla letteratura, lui aveva un rapporto ambiguo con essa, non aderiva a pieno. 1899 andò a lavorare nella fabbrica del suocero e annuncia di voler abbandonare la letteratura un po’ per il cambio di lavoro e a causa degli insuccessi. Feci molti viaggi in Francia ma soprattutto in Inghilterra allora cominciò a studiare inglese con l’ aiuto di Joyce e divennero amici e cominciò a leggere le sue opere. Joyce lo spronò a riprendere in mano la letteratura. Si appassionò anche a Freud perché venne a conoscerlo indirettamente perché il fratello della moglie era in cura presso Freud anche se non riuscì a guarirò e questo influenzò Svevo ritenendo che la psicoanalisi non è utile dal punto di vista terapeutico ma aiuta dal punto di vista conoscitivo ciò aiuta a conoscere se stessi. Tradusse uno scritto di Freud su il sogno. Nel 1819 si apre nuovamente il periodo letterario e tra il 1919 e il 192z Svevo scrive la Coscienza di Zeno che fu pubblicata nel 1923. Lo inviò a Joyce e da qui cominciò ad aver fama europea e successivamente fama italiana grazie Montale con il suo saggio pubblicato nella rivista “L’ Esame” nel 1925. Scrisse il Vecchione ma senza portarlo a termine. Morì nel 1928 a causa di un incidente d’ auto.

La sua vita è divisa in tre fasi:

1- Fase della giovinezza e della vita letteraria

Dove scrive i suoi primi due romani e si conclude nel 1899 con l’ abbandono della letteratura. Lui fece studi di tipo commerciale ma si avvicinò alla cultura da auto didatta. In questa fase pubblica i romanzi una Vita e Senilità ma dopo l’ insuccesso dei due lui decise di smettere di scrivere

2- Fase: Periodo del silenzio letterario
1899-1918

3 - Fase: ritorno alla letteratura
Scrive la coscienza di Zeno che verrà pubblicata nel 1923 e l’ ultima produzione novellistica e teatrale.

La poetica

Ci sono filoni contraddittori come Marx, Freud, Darwin, Nietzsche ecc. Coglieva alcuni aspetti da ciascuno di essi e li rifondeva. Assume tra i diversi narratori gli elementi critici ( il mondo in cui si appiccica alla realtà) e gli strumenti analitici e conoscitivi piuttosto che il pensiero. Da Darwin e Freud si avvale di conoscenze scientifiche riprendendole dal positivismo, rifiuta la metafisica e le cose spirituali. Riprende essi ma non l’ ottimismo e per questo si avvicina a Schopenhauer. Dal positivismo riprende solo la base scientifica. Svevo non accettava il Marxismo come funzione sociale ma solo come analisi. Non accetta la noluntas di Schopenhauer, ma riprese la capacità di criticare gli auto inganni. Svevo da Nietzsche non riprende gli stessi aspetti cheta ripreso D’annunzio come l’ oltremodo e il vitalismo. Svevo da lui invece riprese il fatto che l’ io non è l’ unico ma è molteplice. Svevo rifiuta di aderire al sistema di Freud cioè la psicoanalisi che l’ accetta solo come tecnica di conoscenza e la respinge come terapia. Lui concepisce la letteratura come recupero della vita. Fu influenzato da Tolstoi e Dostoevskij che scavavano alla ricerca dell’interiorità e all’ analisi dell’io.

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