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Italo Svevo

Svevo è uno pseudonimo per il nome Aron Hector Shitz che nacque a Trieste nel 186. Dal punto di vista generazionale è contemporaneo di d’Annunzio, ma i due autori sono molto lontani l’uno dall’altro.
D’Annunzio chiude il vecchio mondo e Svevo apre quello nuovo.
D’Annunzio: fa della letteratura un’esibizione; tende al sublime con un regista molto alto; è ancora ottocentesco e vuole tenere salda l’aureola del poeta.
Svevo: la vita è tutta interiore e la letteratura ha una forma terapeutica; tende all’umorismo con un regista basso; consapevole che l’aureola del poeta è andata perduta.
Svevo è lontano dalle ricerche dei giovani impressionisti, egli infatti non respinge il comando ma attua una innovazione dall’interno. Svevo è l’autore che in Italia costituisce il Romanzo d’Avanguardia e si distingue dalla trama tradizionale per l’uso del tempo che da oggettivo diventa soggettivo.

Le vicende come quelle della Coscienza di Zeno , non seguono un ordine logico ,a ma si aggirano attorno ad una serie di temi.
Svevo è stato a lungo ignorato, solo negli anni ’60 le sue opere sono state rivalutate e dagli anni ’80 si è capito che lui è un grandissimo autore. Il motivo di questo ritardo è che gli ultimi anni del ‘900 sono segnati da una crisi di ideologie e questa ricerca delle ragioni di vita e i romanzi di Svevo possono dare spunti di riflessione e speranza di ritornare in noi stessi una qualche soluzione e non nelle ideologi, lui dunque era troppo avanti rispetto ai suoi tempi.
Trieste è una città particolare chiamata mitter europea; infatti è una città che dal punto di vista etnico , è italiana ma ha dovuto attendere a lungo per far parte dell’Italia.
Trieste è il crocevia di molte culture : germanica e italica e mondo vicino al mondo Slavo per i confini con le regioni balcaniche E’ un ambiente molto aperto che risente di varie influenze culturali. Molto importante per Svevo è l’arrivo a Trieste di alcuni allievi di Freud, e svilupperà così alcuni temi della psicoanalisi.

Svevo percorre 3 fasi:
Periodo Giovanile: ha una formazione letteraria che si chiude nel 1889, poi deciderà di non scrivere più in quanto i suoi romanzi avevano avuto pochissimo successo.
1889/1914-18: periodo di silenzio letterario.
Ritorno alla letteratura: ricomincia a comporre . si ha la stesura della Coscienza di Zeno e di varie novelle definite romanzi brevi.

La sua famiglia era di origini ebraiche , lui aveva fatto studi commerciali , a causa della componente familiare doppia parlava perfettamente sia tedesco che italiano .

La sua figura principale è quella dell’inetto, uomo con grandi aspirazioni ma che non riesce a raggiungere niente cadendo nella frustrazione.

Vi è una vicinanza con il Darwinismo sociale e il positivismo in quanto riprende la scienza come strumento di studio e conoscenza, rifiuta la metafisica ma non è d’accordo rispetto la posizione sul progresso e che la scienza sia uno strumento oggettivo e indiscutibile.
E’ riscontrabile anche una vicinanza con Schopenhauer ma rifiuta il suo discorso sulla voluptas, ma condivide e assume la sua stessa capacità critica nel riuscire ad individuare gli autoinganni.
Di Nietzsche non accetta invece il concetto del dionisiaco e apollineo, ma gli piace la critica che rivolge alla società. Studia anche appassionatamente Freud dal quale riprende diverse idee, anche se non aderisce completamente alla sua ideologia, accetta la psicoanalisi come mezzo conoscitivo della realtà, ritiene Freud un grande maestro capace di smascherare l’Io della persona.

Emerge il tema dell’ammalato colui che non vuole rinunciare a desiderare qualcosa mentre la civiltà impone valori sociali ben stabiliti, l’ammalato è dunque più apprezzato rispetto al malato perché il sano appunto non ha più sogni o desideri ed è diventato un automa.
Il suo personaggio preferito è comunque l’inetto che ha tante aspirazioni ma non riesce a concludere niente e questo perché non si conosce nella società in cui vive.

Nell’ultimo periodo della sua produzione emerge il tema della letteratura come unica salvaguardia per la vita, che salva da qualsiasi tramonto di qualsiasi spirito vitale, infatti grazie alla letteratura possiamo mantenere e rivivere i momenti fondamentali della nostra vita.

Le tre opere principali sono:
Una Vita; Senilità e Coscienza di Zeno. In tutti è tre si ha un’indagine su come le persone cerchino un alibi morale per nascondere le loro pulsioni inconsce e inconfessabili, questi alibi però sono deboli e cadono facilmente.
Nel terzo romanzo questo elemento è ancora più evidente, infatti nel primo e secondo il narratore usa la terza persona, mentre nella C di Z la voce narrante interviene in prima persona e il livello di distacco tra narrazione e personaggi viene a cadere.

Una vita: Alfonso Nitti è un piccolo impiegato che vorrebbe essere superiore, si sente migliore rispetto al mondo che lo circonda. Il suo è un lavoro molto semplice in realtà, il copista, che gli fa credere di non poter esprimere le proprie qualità. Tenta la scalata sociale attraverso la letteratura , e vuole sposare Annetta Mallex , figlia del suo datore di lavoro. Lui però non riesce a sfruttare la situazione, e si fa prendere d una paura inspiegabile che lo fa fuggire. Quando torna a casa sua trova sua madre morta e dopo aver venduto i suoi beni torna da Annetta che intanto si è sposata con il suo rivale, che è il suo contrario, è infatti una persona molto brillante. Manda una lettera ad Annetta che era viene interpretata come una minaccia per la famiglia, allora interviene il fratello che lo sfida a duello, ma Alfonso si uccide per non doverlo affrontare.

Senilità: Questo romanzo è novecentesco. Emilio Brentani è il protagonista è un letterato e un personaggio che tende a dare voce al proprio istinto ma anche a reprimerlo per entrare nei cannoni della società borghese. Il personaggio deve scegliere da che arte stare e alla fine decide di uniformarsi alla società e alle condizioni sociali. La senilità di cui si parla non è quella reale ma quello che dipende dallo stato d’animo.

Il protagonista vive con la sorella che è sempre restata nella sua ombra.
Lui vorrebbe essere come un suo amico che è un Don Giovanni. Conosce Angiolina , bella popolana che gli fa pensare di realizzare suoi desideri, in realtà idealizza questa donna come un’angelo ma non è così nella realtà in innato si da ad istinti passionali. Quando si renderà conto della sua natura la vedrà per la donna rozza che è e la lascerà. Angiolina si innamora del suo amico Palli di cui anche la sorella Amalia è segretamente innamorata. Quando Emilio andrà ad insultare Angiolina e rimarrà solo con la sua senilità, da cui in realtà non uscirà mai.
Si nota in questo romanzo una maggiore maturità dell’autore. Secondo montale questo romanzo è perfetto per lo schema dei personaggi in quanto sono tuti opposti fra loro.
Il narratore è sempre in terza persona.

Tornando al contesto storico i Triestini volevano entrare nel Regno d’Italia e quando finalmente lo ottennero dalla città di commercio e multietnica quale era non divenne altro che una città di provincia. In questo periodo inoltre si sta istaurando il fascismo con ingresso dal punto di vista ideologico della psicoanalisi. La psicoanalisi si diffonde grazie al dott. Weis, che Svevo conosce bene e del quale condividerà alcune ideologie.
La Coscienza di Zeno ha carattere sperimentale e di Avanguardia, ha un aspetto diverso dalla tradizione tardo naturalistica e d’annunziana.
La Coscienza di Zeno Ha un doppio significato uno inteso come docenza morale l’altro come consapevolezza, già acquisita o che si sta costituendo.

La Coscienza di Zeno può essere intesa sia in modo positivo che negativo, il primo con un senso di inconsapevolezza del suo indeterminato agire, altro come vero motivo delle sue azioni.
Struttura: VI sono sete capitoli che sono : Preambolo - Il fumo - La morte di mio padre - La storia del mio matrimonio - Moglie e amante- Storia di un’associazione comune - Psicoanalisi. Precduti da una prefazione.
La novità di questo libro è che è Zeno stesso il narratore. Il tempo non segue un ordine logico e cronologico ma segue un ordine tematico, con libere associazioni di ricordi e idee.
Questo libro viene mandato come memoriale da Svevo al suo psicoanalista il Dott. Esse (forse diminutivo per Sigmond Freud), che non aveva trovato miglior cura per Scvevo se non quella di appuntare in un diario tutte le sue memorie. Tuttavia Zeno interromperà la cura dicendo di essere guarito quando in realtà non era così.

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