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Analisi testuale

“L’ultima sigaretta” da “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo
Riassunto: Al giovane Zeno, a causa di un mal di gola, venne imposto di smettere di fumare, ma essendo il vizio ben radicato, “l’ultima sigaretta” non fu mai davvero l’ultima. Già ai tempi dell’università tentò di abbandonare il fumo segnando le date dell’utopica “ultima sigaretta” su libri e pareti dell’alloggio studentesco, trovando in esse una squisita musicalità numerica. Gli fu impossibile smettere poiché considerava il gusto dell’ “ultima sigaretta” molto più intenso e piacevole di quello delle altre sigarette e tentò di dare un contenuto filosofico al problema dell’ “ultima sigaretta”.
Analisi: Il testo riportato appartiene all’opera principale dello scrittore di inizio XX secolo Italo Svevo, “La coscienza di Zeno”. In questo brano il protagonista affronta le tappe fondamentali del suo rapporto con il vizio del fumo: dal periodo di malattia in cui gli venne imposto di abbandonare le sigarette, al ricordo delle date dell’ improbabile “ultima sigaretta” scritte ovunque su libri e pareti, al suo amore morboso per il fumo che, anche in età avanzata, non gli permette di smettere.

Il tempo della storia si può considerare “tempo misto” poiché si sposta continuamente tra la narrazione di eventi passati e le sequenze riflessive nel tempo presente, dunque non è lineare. Il susseguirsi delle date dei propositi, continuamente abbandonati e poi ripresi, suggerisce un’ idea di circolarità nel tempo.
I personaggi presenti in questo brano sono solamente tre, tra cui lo stesso Zeno e due figure rilevanti che sottolineano la causa del suo “odi et amo” con il fumo: il medico che gli impose di abbandonare il fumo, causa del suo secondo disturbo che egli definisce “lo sforzo di liberarmi dal primo”, cioè il fumo, e il padre, accanito fumatore di sigari, che ha introdotto, seppur indirettamente, il giovane figlio ai piaceri della sigaretta.
Il narratore è autodiegetico, ovvero è il protagonista stesso a narrare la propria vicenda, quindi la focalizzazione è interna per sottolineare il carattere soggettivo dell’intero romanzo. Necessario riportare il rapporto tra io-narrante, ossia il vecchio Zeno che ricorda la sua gioventù e i suoi errori, e io-narrato, il giovane Zeno. Il primo è in grado di giudicare il secondo grazie alla propria maturità e maggiore esperienza, ricorrendo spesso all’ironia, soprattutto nei confronti dei suoi propositi imposti e mai portati a termine da giovane a causa della sua immaturità.

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