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Il Neorealismo


Il neorealismo fu un ampio movimento culturale che, dagli ultimi anni della seconda guerra mondiale fin quasi alla metà degli anni Cinquanta, investi la letteratura, il cinema e le arti figurative, sostenendo, contro il decadentismo e l'abuso delle forme liriche, la necessità di rappresentare l'autentica realtà sociale attraverso un nuovo linguaggio, non più letterario, ma aderente alla realtà che voleva descrivere, ed evidenziando nuovi valori umani e sociali e l'impegno degli scrittori e degli artisti a partecipare alla trasformazione della società. I neorealisti, ponendo fine alla tradizione di di simpegno degli intellettuali del nostro Paese, si consideravano parte integrante del generale mo mento di costruzione di un'Italia veramente democratica fondata sul protagonismo delle masse popolari.

A tale proposito si può parlare dell'esistenza di diversi filoni del neorealismo, tra cui sulla guerra e sulla Resistenza, quello della letteratura meridionalista e della condizione operaia.

Il termine "neorealismo" fu adoperato per la prima volta dal critico Bocelli, poco dopo la pubbli del di Moravia "Gli indifferenti", avvenuta nel 1929, e in seguito fu largamente utilizzato in campo cinematografico, a partire da film come "ossessione" del regista Luchino e “sciuscia di Roma città aperta" di Roberto Rossellini, "Ladri di bici”, "Paisà" e Vittorio De Sica, che segnarono una stagione felicissima e irripetibile del cinema italiano Infatti bisogna ricordare che segnarono una stagione felicissima e irripetibile del cinema italiano. Infatti, gli esiti artistici del neorealismo furono abbastanza significativi.

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