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L’ermetismo

Il termine “Ermetismo” venne usato per la prima volta in senso dispregiativo dal critico Francesco Flora, il quale rimproverava agli autori contemporanei (Ungaretti, Montale e il giovane Quasimodo) di coltivare una poesia oscura e intellettualistica, tale da risultare quasi incomprensibile alla maggior parte dei lettori.
Tale espressione verrà in seguito ripresa con un’accezione positiva dai protagonisti di questa corrente.
Essi considerano la poesia un’esperienza interiore e privata, con cui scandagliare le profonde verità spirituali, nel tentativo di cogliere il senso ultimo dell’esistenza. Ciò comporta da parte di essi un rifiuto all’impegno politico e a una sostanziale indifferenza per le vicende storiche contemporanee.
La poesia ermetica si esprime in forme sintetiche e allusive, che rinunciando a una comunicazione esplicita si rivolge a un pubblico ristretto. Per fare ciò ricorrono ad analogie, sinestesie e metafore.
Gli ermetici riprendono in un certo senso la poetica della “parola pura” di Ungaretti, concentrandosi su un unico termine, che viene isolato mediante l’uso di spazi grafici o l’abolizione degli articoli.
Il simbolismo
Il simbolismo è un movimento poetico che nasce in Francia negli anni Settanta del 1800 che estende la sua influenza dalla letteratura a tutti gli altri campi artistici (pittura, musica, ecc).
Questo movimento, al contrario del Naturalismo che rappresentava la realtà sociale in modo oggettivo e impersonale, esprimeva il disagio dell’artista nei confronti della società borghese. I simbolisti rivolgono il loro interesse al mistero che si cela dietro la realtà, cercando di riprodurne l’essenza attraverso valori soggettivi, e utilizzando un linguaggio pieno di analogie e musicalità.
I simbolisti nacquero da una frattura della corrente del Parnassianesimo, il quale sostiene il ritorno a forme poetiche classiche caratterizzate da un rifiuto del soggettivismo romantico. A loro si deve la formulazione del principio dell’“arte per arte” cioè la poesia non deve avere uno scopo di utilità sociale o morale ma deve imporsi solo per la sua gratuita bellezza.
(In seguito i simbolisti vennero definiti dalla critica con decadenti, in modo negativo, e da qui nasce il decadentismo).
Uno dei primi simbolisti fu Charles Baudelaire al quale si ispirò Giovanni Pascoli, un altro autore simbolista.
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