Ominide 12 punti

Paul Celan


Nacque nel 1920 nel capoluogo della Bucovina settentrionale, oggi parte dell’Ucraina. Ebbe un’infanzia caratterizzata dall’educazione rigida e severa del padre, apprese la lingua e letteratura tedesca grazie alla madre. I primi scrittori cui si appassiona sono Goethe, Rilke e Rimbaud. Nel 1938, si iscrisse alla facoltà di medicina a Tours, in Francia ed il treno sul quale viaggia sosta a Berlino nella notte dei cristalli.
In questo periodo comincia a scrivere le prime poesie intensificando la lettura di Kafka, Shakespeare, Nietzsche. Tornato in patria, a causa dell’annessione della Bucovina settentrionale all’URSS, non può ripartire e si iscrive alla facoltà di romanistica dell’università locale. Nel 1942, a causa dell’occupazione tedesca della Bucovina, Celan visse le deportazioni che condussero gli ebrei di tutta Europa all’Olocausto. Lui riesce a sfuggire alla deportazione ma viene spedito in diversi campi di lavoro in Romania ma il padre muore di tifo e la madre fucilata in Ucraina. Nel 1945 lascia la città natale e si trasferisce a Bucarest, dove lavora come traduttore e conosce alcuni importanti poeti romeni. Però è costretto a fuggire nuovamente a causa delle persecuzioni del regime comunista e raggiunge Vienna e poi Parigi. Si sposa nel 1952 e pubblica il suo scritto più famoso contenente la poesia “Todesfuge”. Ebbe frequenti contatti con René Char e con la poetessa Nelly Sachs. In quegli anni divennero sempre più frequenti i contatti con gli ambienti culturali tedeschi, con il Gruppo 47 e altri poeti e scrittori. Nella metà degli anni cinquanta si dedicò ad un’intensa attività di traduzione da varie lingue. Nel 1959 divenne lettore di lingua tedesca all’ENS ed un incontro programmato con il filosofo Adorno non riuscì. Ricevette vari premi. Nel 1960 ricevette il premio Büchner in cui parla del suo modo di fare poesia. Nel 1962 venne ricoverato per la prima volta in una clinica psichiatrica. In questo periodo tra i frequenti ricoveri in clinica concepì le sue massime opere poetiche. Nel 1967 a seguito di un peggioramento delle sue condizioni psichiche si separa dalla moglie. Dapprima vicino al movimento del 1968, se ne allontanò temendone la svolta violenta ed ideologica. Nel 1969 compì il suo primo viaggio in Israele. Nella notte tra 19 ed il 20 aprile 1970, si tolse la vita gettandosi nella Senna ed il suo corpo fu ritrovato i primi di maggio. Secondo la critica fa parte del Surrealismo. sono lontani dalla rappresentazione della realtà come la rappresentano i segni e si rappresenta il sogno.

Keine Sandkunst mehr


Nessun risultato. Quanti
Muti?
Diciassette.

La tua domanda: la tua risposta.
Il tuo canto. che cosa sa?

Profondo sotto la neve,
lefimnee,
l-i-e.
La poesia inizia con una negazione “keine” ed il titolo ne contiene tre.
Sandkunst: qualcosa che si deve immediatamente sgretolare, idea di un’arte che non esiste.
Sandbuch: scritto minuscolo. Non c’è più arte, non c’è più nessuno che ci possa insegnare qualcosa.
Non c’è una frase, solo un verbo ma non soggetto.
Deine: l’attenzione si concentra, se tu hai la domanda e la risposta manca il confronto.
Ci sono diverse interpretazioni:
1. Riesco a fare ancora poesia.
2. Non riesco più a fare poesia, Adorno ha ragione.
3. La natura è morta sotto la neve, non ci sono i semi che continuano la loro vita sotto la neve.

Ein Dröhnen


Un boato: è la
Verità stessa
Calpestata dagli uomini,
nel mezzo di una
metaforizzazione di una bufera di neve.

Il titolo deve suggerire sensazioni, allusioni. Fine della seconda guerra mondiale, rumore che conclude la guerra. Nel mezzo della confusione delle metafore. Non c’è modo di sapere la verità, ma il problema è sempre quello della lingua. Confusione linguistica.
Hai bisogno di aiuto in Autori e Opere 900?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email