Massimo Bontempelli

Nasce a Como nel 1878 e si laurea in Lettere e Filosofia a Torino, dove comincia ad insegnare. Nel 1910 si trasferisce a Firenze. Inizia a scrivere per "La Nazione", "Il Corriere dea sera", "Il Nuovo Giornale" e lavora per l'editore Sansoni. Nel 1915 è a Milano, dove entra all'Istituto editoriale italiano e scrive per il "Secolo". È corrispondente dal fronte durante la Prima guerra mondiale. Tra il 1920 e il 1921 pubblica i romanzi La vita intensa e La vita operosa ( poi raccolti in Avventure ), che rivelano il suo fantastico estro comico.
Pur non tralasciando le collaborazioni a diverse riviste e quotidiani,Bontempelli intensifica in seguito l'impegno letterario. Con La scacchiera davanti allo specchio (1922) ed Eva ultima (1923) inizia la fase del cosiddetto "realismo magico" da lui teorizzato, consistente nelle capacità di estrarre il dato fantastico dalle cose quotidiane, per giungere all'avventura più strana ed impensata, partendo da episodi anche banali. Ma, mentre nella Scacchiera Bontempelli affida il magico alla dimensione del sogno, nella prova successiva egli abbandona questa soluzione "tradizionale" e fa apparire il meraviglioso come qualcosa che "vi passa sempre a portata di mano ", qualcosa che "non è un sogno ma è come quando sogniamo" (Manacorda). Così l'invenzione bontempelliana, sotto l'influsso della pittura metafisica di De Chirico e delle soluzioni umoristiche (il gioco delle "maschere") di Pirandello, finisce per dare vita a delle marionette, che rispecchiano la condizione del mondo moderno.

In Bontempelli fu grande l'interesse per il teatro, nel quale del resto si era già cimentato nel 1919 con Siepe a nord-ovest e nel 1920 con Guardia alla luna. Ma è con Nostra Dea (1925), e soprattutto con Minnie la candida del 1926, che l'autore arriva a realizzare la sua più suggestiva idea di teatro, sempre all'interno di quel "realismo magico" che aveva inseguito nei romanzi e che andava programmaticamente diffondendo dalle colonne di "900", la rivista da lui fondata e diretta (gli scritti di questo periodo verranno poi raccolti nel volume L'avventura novecentista, 1938).
Bontempelli, sfruttando anche motivi e procedimenti della letteratura popolare , scrive inoltre racconti di notevole interesse quali Il figlio di due madre (1929) e Vita e morte di Adria e dei suoi figli (1934), poi riuniti nel volume Due storie di madri e figli (1940), lo scrittore non riuscirà più a fornire prove altrettanto convincenti. Nel dopoguerra, contestato anche per la passata adesione al fascismo (la sua elezione al Senato venne annullata), si riduce praticamente al silenzio. Muore a Roma nel 1960

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